Acquaticità

Termine con cui si specificano le esperienze promozionali in acqua. Nelle radici epistemologiche della Pedagogia Clinica si rintracciano, già dai templi di Asclepio o Esculapio, il valore e il significato che l’acqua, in quanto elemento rinfrancante e rigenerante, poteva offrire per “una buona salute”. Nelle terme, spazio consacrato a questo fine, ognuno poteva sostare per ritrovare sensazioni e proprietà riequilibratrici. La disciplina pedagogico clinica non poteva mancare di tale attenzione, che ben si combina con i principi che la sostanziano, per questo ha analizzato con interesse la sostanza acqua, stimandola liquido prezioso per le peculiarità di avvolgimento, accarezzamento e leggerezza, per la possibilità di galleggiamento che offre, per la funzione stimolatrice dei recettori sensoriali e per il grado di tonalità affettiva che può garantire. Da ciò ha tratto elementi indispensabili, a dimostrazione di quello che nello spazio acqua è possibile realizzare e l’ha inserita tra le occasioni stimolo per offrire alla persona un’opportunità maggiore allo sviluppo e al rinforzo del corpo e un’espansione organizzativo-corporea e socio-affettiva. Le stimolazioni in acqua sono tenute in considerazione e privilegiate anche dai principi della psicomotricità funzionale in orientamento alla globalità; esperienze che consentono contemporaneamente lo sviluppo della funzione di veglia o funzione energetico-affettiva e la funzione di aggiustamento. Nell’acqua il corpo genera aggiustamenti continui, adeguati ai bisogni e senza alcuno sforzo eccessivo, sviluppa vissuti propriocettivi ed esterocettivi, per questo le tante esperienze corporee garantite da un processo graduale rappresentano occasioni di definizione di uno schema e di un’immagine; altre opportunità di scienza che favoriscono la crescita personale in una relazione di fiducia e costruiscono una memoria affettiva