Adolescenza

Momento della vita che segna il passaggio dalla condizione infantile a quella adulta. È un periodo transitorio in cui il soggetto si caratterizza come biologicamente adulto e socialmente dipendente, ma non ha ancora responsabilità dal punto di vista sociale e autonomia dal punto di vista finanziario. L’adolescenza è una condizione difficile che comporta molteplici mutamenti endocrini e metabolici, morfologici, strutturali e somatici, modifiche che fanno parte di un’evoluzione fisiologica di interesse auxologico. Gli aspetti tipici che contraddistinguono l’adolescenza sono da ascrivere alle tre perdite: la perdita del corpo infantile, dei genitori dell’infanzia, e del ruolo infantile, a cui si innescano le variazioni delle capacità cognitive e il processo dei compiti evolutivi costituito dall’indipendenza, dall’adattamento sessuale, dalla relazione con i coetanei, dalla preparazione all’attività lavorativa e dalla marginalità sociale. Tali perdite possono provocare confusione e smarrimento. La preoccupazione intima derivata dalla perdita del corpo infantile poiché con le rapide modificazioni viene a mancare quella confidenza che con esso si era stabilita, potrebbe produrre ripercussioni sull’immagine di Sé, dalla consapevolezza del “corpo che ho” si passa a quella del “corpo che sono”. Le imperfezioni a carico del corpo, in particolare del volto, finora tollerate, diventano difetti dell’intera persona, dismorfofobie che determinano una frattura nella relazione mente-corpo, con importanti implicazioni emotive, a volte anche assai significative. La perdita dei genitori dell’infanzia può generare il disorientamento interiore che quasi sempre deriva da un conflitto tra i bisogni contrastanti di indipendenza-dipendenza; l’adolescente vuole prendere le distanze dal genitore per una propria identità, ma sente ancora il bisogno intimo di un ancoraggio affettivo e oggettivo. Se poi vive, per sue ulteriori istanze, la necessità di “uccidere” il genitore che lo ha allevato, questo gli causa una grave sofferenza psichica che si può manifestare con aggressività, insicurezza, sensi di colpa, e sconfinamenti patologici (non rari). La perdita del ruolo infantile si traduce con il desiderio di lasciare in fretta tutto ciò che si riferisce all’infanzia, ma l’abbandono di un ruolo sicuro e protetto diviene spesso fonte di incertezze e paure. II comportamento dell’adolescente e il suo modo di fare oscillano tra tentativi di conquista di un comportamento da adulto, con note di opposizione razionale, con ipervalutazione di se stesso e regressioni ad atteggiamenti di età precedenti e, poiché si sente minacciato, attua atteggiamenti difensivi, con cambiamenti del carattere e comunque solitamente con risposte negative. Tali comportamenti adolescenziali denunciano una particolare difficoltà ad abbandonare il ruolo infantile perciò non devono essere sottovalutati, bensì considerati con attenzione.

    La solitudine nell’Adolescenza