Asperger

Termine che in psichiatria definisce i soggetti che si presentano con una distorsione dello sviluppo di base, che riguarda in primo luogo la comunicazione verbale e non verbale, le capacità sociali e l’attività immaginativa. Risultano inoltre contemporaneamente inficiate le funzioni psicologiche di base, come l’attenzione, la percezione sensoriale, l’umore, il funzionamento intellettivo e l’attività motoria. Questi soggetti sono caratterizzati da una compromissione qualitativa nell’interazione sociale e una modalità di comportamento con interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati, non presentano ritardi di linguaggio e dello sviluppo cognitivo, hanno una buona capacità di autoaccudimento e curiosità per l’ambiente. Per loro, in Pedagogia Clinica, vengono evitati tutti quegli interventi il cui punto di riferimento è la tradizione cognitiva e comportamentale, che si basa sulle strategie ispirate dalla Token economy, messe in atto da genitori e insegnanti che, per produrre dei risultati, devono essere sostenute con costanza. L’aiuto offerto dal Pedagogista Clinico®, in quanto basato sulla globalità e non certo sui residui, è assai complesso, e chiede una molteplicità di esperienze spiralizzate che vanno a sollecitare ogni aspetto della semiologia corporea  con lo scopo di risvegliare la disponibilità espressivo-emozionale, attentiva e comunicazionale. Sostenuta dalla convinzione, peraltro provata, che la personalità dell’individuo si struttura a partire dal rapporto che questi ha con il proprio corpo, la Pedagogia Clinica avvalora, con i propri principi e l’ausilio delle proprie tecniche, ciò che un corpo, se stimolato, può garantire al proprio . Esperienze edificanti per la percezione corporea e per la definizione di appartenenza personalogica, che consentono di viversi in quanto corpo che delimita e situato nello spazio, stimolato nella presa di coscienza di , nella scoperta del proprio ritmo vitale, nella conoscenza delle potenzialità di espressione e di comunicazione e delle capacità gnosico-prassiche che gli permettono di agire nell’ambiente in cui vive e realizzare nel miglior modo se stesso. In opposizione a ogni parodia senza interessi o artifizi zoofiliaci, per la persona, in qualsiasi momento della sua vita, queste esperienze rappresentano l’occasione di tornare a sentire, vivere, conoscere la realtà corporea e tradurla come presenza, come essenza di “significatività” e “unicità”. Si tratta di esperienze corporee assunte nell’ambito di una relazione dimensionata sull’investimento affettivo-emozionale positivo, da cui si generano propulsioni verso un’azione integrata dai valori di efficacia che la persona può rintracciare in ogni momento poiché appartenente a un , e non in risposta ad un ammaestramento. La Pedagogia Clinica offre dunque alla persona un’occasione importante per una nuova e diversa lettura della propria topografia e geografia corporea e per vivere l’organizzazione ritmo-respiratorio-cinetica e spazio-temporale dirette a promuovere il recupero di volontà indispensabili per raggiungere obiettivi, entusiasmi e propositi, che possono trovare certezze da un polidinamismo in grado di risvegliare nell’individuo la riorganizzazione dell’universo delle emozioni e degli affetti con le relative funzioni simboliche e immaginative.