Calligrafia

La calligrafia è stata materia di insegnamento nelle scuole del passato e per questo sottoposta a regole e leggi studiate sull’estetica e sui risultati. I maestri dell’Ottocento e del secolo scorso hanno inteso far conseguire con la calligrafia destrezza e armonia della traccia, caratterizzata dal movimento uniforme, parallelo, equidistante dei segni grafici, e far acquisire una più precisa cognizione delle forme geometriche. È l’occasione di acquisire un’abilità nella definizione delle altezze e degli orientamenti, il concetto della misura, della simmetria, delle euritmiche proporzioni, oltre che la visione chiara delle forme e dei loro rapporti. Le tecniche per raggiungere questi obiettivi erano supportate da attenzioni rivolte alla posturalità ed anche alla diversità degli strumenti traccianti e delle superfici sulle quali lasciare traccia, che consentivano esperienze maggiori e padronanza in ordine ai movimenti richiesti a mani e dita in mutuo rapporto fra loro. Queste modalità e principi, privati del loro valore esclusivamente tecnicistico, sono stati prezioso riferimento per la Pedagogia Clinica nell’impegno alla prevenzione di impacci e inadeguatezze per vincere gli ostacoli alla produzione e comunicazione segnica.