Comportamenti adolescenziali

Nel passaggio dal ruolo infantile a quello adulto i comportamenti possono dipendere dal determinismo biologico, dal cambiamento dell’immagine corporea, dalle variazioni del tono dell’umore, dal mutamento del rapporto con l’altro sesso e dalle modifiche delle capacità cognitive. La realtà socio-ambientale partecipata dall’adolescente ne influenza fortemente lo sviluppo, fino a promuovere una svolta decisiva, positiva o negativa, alla sua vita. È dalle diversità nella struttura e nelle dinamiche familiari che dipenderà gran parte della maturazione del soggetto, dal tipo di personalità formata e dalla sua rispondenza alle esigenze espresse dalla società. A una scarsa introiezione di valori corrisponde nella gran parte dei casi una minore costruzione di principi cui attenersi con una conseguente debole strutturazione capace di frenare istinti spesso dannosi per e per gli altri. Il comportamento e il modo di fare dell’adolescente oscillano tra tentativi per la conquista di una condotta da adulto, e regressioni ad atteggiamenti di età precedenti. È in questa ambiguità che si rintracciano forme di ribellione, soprattutto verso i comportamenti di quei genitori che si rifanno a modalità di tipo infantile, sperimentate con successo durante la fase dell’eteronomia. La contrapposizione dell’esperienza dell’adulto, legata alla concretezza di un vissuto, al ragionamento ipotetico-deduttivo dell’adolescente, che non ha alcun rapporto con oggetti reali, accentua la ribellione. Questa è anche legata alla consapevolezza che il ragazzo acquisisce in virtù del pensiero formale, della differenza fra il reale e il possibile, e scopre che il reale è carente. Egli è coerente e non viene a compromessi, la scoperta che quello che è possibile è superiore a quello che realmente viene realizzato, lo rende insofferente, ribelle e aggressivo. L’atteggiamento analitico, talvolta pignolo, è in relazione a una crescente attitudine a prendere in considerazione possibilità ipotetiche, lavorando mentalmente al di fuori dal concreto. Ciò lo rende facilmente introspettivo, chiuso in se stesso, prende per oggetto il proprio pensiero per ragionarci sopra. Talora razionalizza questa capacità di sostare sul proprio pensiero e così tiene un diario personale o scrive poesie. Non sa a cosa lo porterà il suo cammino alla scoperta completa di se
stesso e in questa attesa gli danno sicurezza il gruppo e gli aspetti esterni da questo espressi, quali il modo di vestirsi, il taglio dei capelli, il linguaggio, gli atteggiamenti; permettono di sentirsi partecipe di problemi universali evitando così l’isolamento depressivo. Altre trasformazioni significative per la caratteristica adolescenziale sono la tendenza al conformismo, in netta contraddizione all’interno dei processi evolutivi dell’adolescente che, al tempo stesso è alla ricerca esasperata di se stesso, della propria individualità, il tentativo di emergere da una condizione di dipendenza e la neofilia, l’amore per il nuovo, che lo rende vulnerabile ai mass-media. Una complessità di comportamenti che spiega l’impegno, da parte del Pedagogista Clinico®, di una rilevazione capillare per promuovere un positivo sviluppo della personalità individuale.