Concezione funzionale

Visione che, oltre a porre l’accento sull’importanza, nel muovere un intervento di aiuto, di sollecitare l’attività partendo dai reali bisogni, tiene conto dello sforzo che il soggetto compie per soddisfare l’esigenza di raggiungere un suo scopo. Tale principio può essere particolarmente sostenuto in una società in cui si permette all’individuo di affermarsi in quanto persona e di avere riconosciuto il ruolo di cittadino. Ogni atto che non è collegato a un bisogno è contro natura, ma la scuola tradizionale sembra ignorarlo, in quanto si ostina a ottenere, anziché dare ai poveri allievi ciò di cui necessitano veramente: far fare loro, dalla mattina alla sera e da gennaio a dicembre, cose che non rispondono ai loro veri bisogni è un atto antieducativo e antisociale. La concezione funzionale, che si basa su un criterio educativo, denuncia questi atti, poiché richiedono sforzi che, non essendo regolati dalla legge del bisogno, necessitano, per essere suscitati, che si ricorra a una serie di mezzi, punizioni, ricompense, esami, minacce, che hanno l’efficacia che ognuno ben conosce.