Diagnosi patologico-formale

Indagine ridotta a inseguire i sintomi, orientata a rendere responsabili aspetti settoriali specifici, con opacità angusta di un soffocante confino, figlia di una concezione puramente quantitativa dello sviluppo e, ancor più frequentemente, con una descrizione esclusivamente negativa. Le diagnosi patologico-formali sono opera di professionisti capaci di tradurre i risultati raffigurandoli in profili per mezzo di assi cartesiani e di riprodurre su tabulati i dati raccolti con le “prove”. Si tratta di specialisti orientati a rilevare con criteri di medicalizzazione i disturbi attraverso esami sostenuti da items e tradotti in formulari approntati per fare “bilanci”. Un modus operandi totalmente differente da quello dei pedagogisti clinici, che si affidano invece alla Verifica delle PAD, un’analisi complessa che permette di individuare e leggere la sufficienza dei mezzi propri del soggetto, le sue capacità di “distribuirsi” nelle diverse situazioni, l’integrazione con i suoi sentimenti e i suoi bisogni, le qualità energetico-affettive e ogni responsabilità delle autoinsufficienze e inadeguatezze che lo limitano nell’attiva partecipazione all’esistenza.