Discalculia (Disturbo del Calcolo-DSM V)

Disturbo specifico dell’apprendimento che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri (L. 170/2010). È un termine nosografico-classificatorio attribuito a quanti non sono sufficienti negli adempimenti logico-matematici, un vocabolo che muta a seconda che venga utilizzato per dichiarare delle differenze esistenti fra disturbi della maturazione delle capacità matematiche (discalculia di sviluppo o vraje), disturbi del livello globale (acalculia = “diminuzione di tutte le capacità matematiche”, paracalculia = “che si riscontra spesso nella malattia mentale”) o dei deficit per carenze ambientali e disarmonie della personalità (pseudo-discalculia, pseudo-acalculia, pseudo-oligalculia). Le difficoltà vengono attribuite ora alla disgnosia (disgnosicalculia), ora al linguaggio verbale, motorio e sensorio-verbale (discalculia verbale), a vivere con il corpo i valori del pensiero logico-matematico (disprassicalculia), a ordinare i fatti nel tempo (discronicalculia), alle difficoltà grafo-segniche (discalculia grafica), alle difficoltà organizzativo-ritmiche (discalculia ritmica), alle difficoltà nel comprendere le idee, le relazioni matematiche e fare calcoli mentali, ad eseguire le operazioni matematiche (discalculia operazionale o anaritmetia), senza preoccuparsi di analizzare ogni Potenzialità, Abilità e Disponibilità (PAD) della persona, considerata nella sua unità e globalità. Il Pedagogista Clinico® non indulge con quanti si sono accaniti a individuare le cause di diverse discalculie attribuite ad abilità funzionali, e non ha dubbi sul fatto che questo apprendimento riveli la propria genesi collegata oltre che all’insieme dei fattori fisici, anatomici e funzionali, all’evoluzione maturazionale, al carattere e al contenuto affettivo, a quell’azione dinamica che rappresenta la personalità; difficoltà assai composite con ampio margine di variabilità da soggetto a soggetto. Per un’educazione al calcolo rivolta alla globalità è necessario alimentare positivamente i vari canali informativi e organizzativi con una vasta gamma di sollecitazioni, di vissuti esperienziali corporei ed emotivo-affettivi adatti a garantire l’elaborazione e il consolidamento delle conoscenze facendo ricorso all’attenzione, al piacere, alla curiosità, all’entusiasmo e alla sensazione di successo.