Disordini della personalità

Sono presenti nei processi dello sviluppo, frequenti durante l’adolescenza, ma pur con differenze anche significative, in età adulta. A causa di diversi fattori biologici, traumatici, ambientali, possono insorgere in una persona già geneticamente predisposta, compromettendone il modo di percepire il mondo, di affrontare le difficoltà e i cambiamenti, di rapportarsi agli altri. Secondo la più diffusa classificazione, i disturbi di personalità sono caratterizzati da un comportamento bizzarro, strano o stravagante, oppure da un’alta emotività o imprevedibilità, altrimenti dal comportamento pauroso o strutturato da una forte ansietà. Nel primo caso si annoverano le personalità schizoidi, paranoidi e schizotipiche, nel secondo le dipendenti personalità antisociali, borderline, narcisistiche, e nel terzo personalità evitanti, dipendenti e compulsive. Nelle classificazioni appaiono inoltre persone con difficoltà non altrimenti specificate, che presentano manifestazioni di sadismo, masochismo, depressive e passivo-aggressive. Sono soggetti che hanno la necessità di scoprire le proprie risorse, ritrovare la spontaneità e lo spirito d’iniziativa, le funzioni di prontezza e aggiustamento e armonizzare gli aspetti emotivi, che andranno a contributo della condotta. Il confronto attivo con l’ambiente (intenzionalità) rappresenterà l’avvio delle funzioni operative di percezione e aggiustamento, e con esse dello sviluppo del tono e della vigilanza.