Encopresi

Il termine definisce la mancata ritenzione delle feci. I fatti escretizi e la funzione emuntiva sono atti naturali che ognuno vive in armonia con il proprio status psico-fisico, tanto da provarne piacere o irritazione, ma con la proprietà di dominarli. Nel primo mese il bambino può defecare dopo tutti i pasti in un modo che varia a seconda dei regimi; rapidamente si regolarizza e ai tre mesi passa a due o tre volte al giorno; verso il quarto mese la defecazione ha solitamente luogo a ore prefissate e non è raro che avvenga una sola volta al mattino. Durante tutto il primo anno di vita il bambino non ha un dominio sufficiente per controllare il suo sfintere anale. Molti riescono a gestire la defecazione durante il secondo anno, alcuni tuttavia rimangono incontinenti con emissione involontaria di materia fecale notturna o diurna. Il perpetuarsi dell’incapacità di contenere oltre il quarto anno di età viene definita “encopresi”. Le cause possono essere organiche o dovute a perturbazioni affettive. Le prime sono imputabili a un ritardo della maturazione del sistema nervoso o a un danno cerebrale, quelle affettive a un disagio relazionale genitore-bambino o a una regressione allo stadio anale oppure a un evento traumatico, cosicché l’equilibrio di tale funzione digestiva ed emuntiva può essere definito il timbro dell’umore.