Etica professionale

Le norme a cui deve attenersi il Pedagogista Clinico® iscritto all’Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici sono dettate dal Codice Deontologico (art. 18 dello Statuto), in cui si legge: “L’inosservanza dei precetti stabiliti nel Codice Deontologico e ogni azione o omissione comunque contrarie al decoro, alla dignità e al corretto esercizio della professione, sono puniti con le sanzioni disciplinari previste dal presente Codice Deontologico. Il Pedagogista Clinico è tenuto a mantenere un livello adeguato di competenza professionale e ha l’obbligo di respingere ogni collaborazione che dovesse comportare una limitazione alla sua indipendenza e autonomia tecnico-scientifica e alla sua serietà professionale. Il Pedagogista Clinico, nel rapporto con gli utenti, non deve essere influenzato da pregiudizi relativi al sesso, alla razza, alla politica, alla classe sociale e alla religione; deve avere acquisito abilità nella conduzione dell’assessment pedagogico clinico e nel rispondere con interessamento alle richieste che gli vengono formulate; dimostrare abilità e competenza professionale nella progettualità e nella definizione del contratto pedagogico clinico e informare la persona sull’ipotesi progettuale e sui relativi criteri di spiralizzazione dell’intervento pedagogico clinico. II Pedagogista Clinico si impegna ad astenersi da procedimenti che ledono l’integrità psico-fisica e la libertà o dignità morale della persona umana e a custodire rigorosamente il segreto professionale, perciò ha l’obbligo di avere cura del materiale che si riferisce agli utenti salvaguardandolo da ogni indiscrezione. Il Pedagogista Clinico promuove e favorisce gli scambi e la collaborazione fra i colleghi; può avvalersi dei contributi e della collaborazione di altri specialisti, con i quali cercherà sempre di realizzare delle opportunità di scambio e di integrazione; è tenuto al rispetto della professionalità dei colleghi e a mantenere rapporti basati su lealtà e correttezza”.