Movimenti degli occhi (durante la lettura)

L’analisi del processo ottico nella lettura mette in evidenza i movimenti che l’occhio compie nell’inseguimento dei simboli alfabetici, nella percezione e nel riconoscimento delle lettere e delle parole oltre che dell’influenza del margine del foglio (l’influenza sulla lettura del margine bianco all’inizio e alla fine del rigo è stata studiata e confermata dal Meumann, il quale ha potuto osservare che senza di esso l’occhio non riesce a seguire bene il rigo). È emerso che i soggetti nelle fasi iniziali dell’apprendimento della lettura fanno circa tre fissazioni al secondo, mentre gli studenti universitari ne fanno circa quattro. I movimenti degli occhi sono uguali sia negli adulti che nei bambini, questi ultimi però fanno più pause e la durata di ogni pausa è del soggetto. Mentre si legge l’occhio non ha un movimento uniforme, si muove a piccoli salti, intervallati da un momento di riposo che viene chiamato “fissazione”. È stato stimato che i piccoli salti (movimenti ballistici) hanno una velocità di cento-duecento gradi al secondo (basti pensare che centoottanta gradi al secondo corrispondono allo spostamento dello sguardo dalla sua estrema sinistra alla sua estrema destra). Ogni soggetto, durante la lettura, compie anche un certo numero di movimenti saccadici regressivi, cioè all’indietro, e la quantità di queste saccadi è costante in tutte le età ed è in relazione alla complessità del testo. Il numero dei movimenti varia con la difficoltà del testo e la lunghezza del rigo. Le parole più lunghe ricevono più fissazioni e la scelta del punto di fissazione non è casuale, ma è influenzata dalle informazioni raccolte dalla fissazione precedente. Durante lo spostamento in avanti l’occhio non legge, ma ha solo una percezione dei segnali ottici: legge nel momento di riposo. Non percepisce le lettere singole, né le parole isolate, ma ha un campo visivo assai più esteso. In ogni momento di riposo vengono registrate informazioni per circa dieci posizioni a destra del punto di fissazione. Gli occhi cominciano il loro movimento non all’inizio del rigo, bensì dopo la prima o la seconda parola. È noto che nella visione di un’immagine i due occhi agiscono in modo parallelo e integrativo con il ruolo di decodificatore l’uno e di rafforzatore l’altro. L’interazione fra le due immagini monoculari può essere disturbata da cause esterne o da instabilità emotiva