Omosessualità

Termine con cui si definisce la tendenza a rivolgere il desiderio sessuale o l’attrazione sentimentale verso persone dello stesso sesso, maschile o femminile. Gli aggettivi più comuni utilizzati per il distinguo sono “lesbica” per le donne e “gay” per gli uomini. Omosessuale è colui che si sente eroticamente attratto da persone dello stesso sesso, sostenuto da orientamento sessuale per attrazione affettivo-psicologica. L’omosessualità è comune fra uomini e donne di diverse culture e statisticamente assai frequente, collocata nel continuum etero-omosessuale della sessualità umana. Le cause sono ancora quasi del tutto da chiarire, e la ricerca si presenta ancora lunga e complessa prima che possano essere date delle risposte esaustive. Freud, Jung e Adler consideravano l’omosessualità una patologia, ma a oggi non esiste nessuna prova scientifica a sostegno di tale visione e il termine “omosessualità” è scomparso dai manuali psichiatrici delle malattie mentali. Del pari è stato confermato che non esiste alcun gene dell’omosessualità che costringa una persona a essere tale. Molti studi hanno dimostrato che l’orientamento omosessuale è legato a una serie complessa di cause e di fatti accaduti alla persona durante l’infanzia e l’adolescenza, dinamiche affettive con i genitori, esperienze e iniziative premiate o disincentivate o punite, un’evoluzione psicosessuale e relazionale frenata o inibita.