Abbandono (scolastico)

Interruzione definitiva della frequenza scolastica e degli studi con l’allontanamento dalla scuola da parte dell’allievo (drop-out) perché ha livelli di performance scolastiche scadenti o inferiori alle proprie capacità. Tali aspetti possono essere correlabili alla difficoltà di molti allievi che non si sentono integrati nel gruppo-classe e che si vedono obbligati a stare insieme per un monte ore settimanali imposto, senza che ci siano né un reale scambio comunicativo, né il desiderio di una conoscenza più approfondita. Tali dinamiche determinano un profondo disagio nei soggetti che, per componenti caratteriali e stili relazionali, non riescono a reagire all’esclusione e all’isolamento. Tutto ciò e molto altro impone una ridefinizione della struttura scuola in quanto sede e contesto di vita sociale, di apprendimento e di crescita individuale per offrire una rilettura dei processi formativi realizzabili in un luogo in cui la pedagogia torni ad avere il diritto di cittadinanza e l’insegnante offra all’allievo un’autentica emancipazione. Per generare un mutamento è indispensabile ripensare alla formazione degli insegnanti che, specie nelle scuole superiori dove avviene il fenomeno dell’abbandono, devono farsi promotori di una dialettica relazionale tessuta sulla disponibilità, sull’intesa, sulla fiducia e sul rispetto. La Pedagogia Clinica, proprio perché impegnata e interessata alla ricerca scientifica e alle mutazioni educative, a conferma che questo cambiamento è possibile, propone una specifica formazione rivolta al personale docente, finalizzata a migliorare le strutture espressive della relazione e a favorire positive situazioni di scambio con allievi e genitori. Il concerto di esperienze richiesto in tale formazione garantisce l’espansione di un processo maturazionale verso il raggiungimento di nuove consapevolezze, sicurezze e padronanza valori idonei per trasferire nei giovani, oltre a conoscenze e saperi, un equilibrio psicoemotivo, una trama parentetica fra il corporeo e i contenuti affettivi ed emozionali interpretati in termini di coesistenza sociale.

Abbigliarsi

Atto di ornarsi tradotto con un effetto estetico, una distinzione enfatizzata del vestirsi in un determinato modo per sentirsi a proprio agio. È un’azione che può soddisfare ogni cura, ogni pratica estetica idonea a testimoniare un’attenzione rivolta verso di e favorire rapporti intra e interindividuali. Conquistata una maggiore libertà nei costumi e suffragata la soggettivazione, in quanto sede primaria dell’affettività e del corpo proiezione dell’Io, l’individuo ha generato sempre più nuovi interessi, arricchiti da gusti e pregi dell’abbigliarsi con cui vivere il piacere di piacersi. L’analisi sulla cura della persona nel compiere questa azione offre grandi opportunità per rilevarne ogni informazione, precisarne l’identità personale, le facoltà e le istanze e accedere perciò a ogni sfumatura degli interessi e del manifestarsi, comprendere quanto essa sia viva, partecipe di e disponibile ad arricchirsi con quanto lo specchio le propone.

Abburattamento

Difficoltà dell’eloquio causata da una disarmonia tra l’eccessiva rapidità del pensiero e la non rispondente prontezza nell’esposizione delle parole; disordine rilevabile in persone che hanno un linguaggio verbale frettoloso e tumultuoso.

Abilità

Capacità di portare a termine compiti e risolvere problemi. Derivata da un processo interagente tra attitudine e apprendimento, l’abilità è una condizione dinamica e progressiva che determina nell’individuo funzioni e ruoli, originando il senso di autostima, di prestigio e riconoscimento. Al Pedagogista Clinico®, perché acquisisca un’abilità professionale ricca di tali significati, è richiesta una preparazione qualificante un , intorno al quale imperniare il suo ruolo operativo, un efficace, che gli consenta di prendere coscienza delle proprie risorse per dare adeguate risposte ai bisogni degli altri con quel senso di equilibrio necessario a non straripare nel tecnicismo. Le sue abilità sono rivolte in particolare alla comprensione dei processi individuali, adeguate allo sviluppo e al progresso, sostanziate di compiti concreti, tese ad agevolare recuperi di energia e capacità vitali. Nelle finalità della Pedagogia Clinica, in orientamento allo sviluppo e al progresso individuale della persona che chiede aiuto, le abilità sono intese come risorse e conquiste coniugate alle potenzialità e alle disponibilità.

Abitare il proprio corpo

La prima esperienza dell’abitare avviene nel grembo materno in cui si origina il senso ancestrale di contenimento e di accoglienza, significativi elementi per la costruzione di un’abitazione interna che svolge la funzione di solidità, protezione e confine offrendo all’uomo assunti importanti per l’identità personale. La personalità dell’individuo si struttura a partire dal rapporto che esso ha con il proprio corpo, un corpo che lo delimita e lo situa nello spazio, che stimola la presa di coscienza di , la scoperta del proprio ritmo vitale, che permette la conoscenza delle potenzialità di espressione e di comunicazione e delle capacità gnosico-prassiche consentendogli di agire nell’ambiente in cui vive e di realizzare nel miglior modo se stesso. Si tratta di una “personalizzazione”, un “abitare nel proprio corpo” che richiede un processo di unificazione dell’Io e la localizzazione del e della propria specificità corporea, oltre a un processo di realizzazione o acquisizione del senso di realtà.

Abusi (di una società morbigena)

Etimologicamente il termine ci informa di una situazione negativa (mal usi), fatta di eccessi ed errori. La Pedagogia Clinica analizza le connotazioni specifiche riguardanti ogni forma di abuso che determina uno stato di disequilibrio nella persona e per questo interviene in aiuto, in particolare nella scuola, dove il fenomeno è assai presente, quel contesto in cui educazione, conoscenze e socialità dovrebbero costituire orditi e trame impreziosite da attenzioni e rispetti in particolare nei confronti degli allievi che vivono situazioni di difficoltà e disagio. La teoria e la pratica pedagogico clinica sostengono che la scuola debba organizzare servizi specifici, preoccuparsi di dare risposte personalizzanti, mantenendo costantemente l’allievo in un rapporto di interazione con gli altri. A questo appello la società risponde assai spesso, con uno iato, ovvero separando gli allievi in difficoltà da quelli percepiti come normali. È una società sempre più morbigena e spesso gli alunni sono esposti ad abusi di ogni genere, comprese le condizioni che li fanno sentire in carenza di protezione e di difesa tali da rendere l’ambiente arduo e ostile. Abuso è anche porli nelle condizioni di sviluppare troppo precocemente le funzioni autonome dell’Io, subendo traumi nel processo maturativo, con l’effetto conseguente della strutturazione di una personalità fragile e non autentica. Sono abusi i comportamenti derivati dalla convinzione che il profitto scolastico sia ascrivibile esclusivamente all’intelligenza considerata “dote naturale”, così come l’esclusione dei più deboli e indifesi dimenticando in tal modo il modello pedagogico clinico della cooperazione che valorizza la vicenda educativa e scolastica, la crescita reale dell’allievo e la sua integrazione sociale. È causa di morbilità ogni atteggiamento svalorizzante per il non immediato successo scolastico in quanto origina sofferenze che spesso si traducono in instabilità, indisciplina, resistenza, rifiuto della scuola, passività o aggressività, inerzia globale davanti allo sforzo, isolamento e senso di inferiorità. Gli insuccessi che ne derivano incidono sull’evoluzione della personalità infantile, specie se a colpevolizzare l’allievo sono anche i genitori che, frustrati nella loro ambizione sui figli, rischiano di compromettere le relazioni affettive familiari. La morbilità si incrementa anche ogni qualvolta l’insegnante si riduce a correggere e ad accusare l’allievo appellandosi o alla pigrizia o alla cattiva volontà, mentre invece egli è alle prese con dei veri e propri ostacoli. Si classificano gli allievi, si circoscrivono nelle nosografie senza studiare e approfondire le differenze di sviluppo che li caratterizzano, le loro differenti classi sociali, le diverse manifestazioni dell’affettività, le reazioni alle frustrazioni, le disparate immagini di , i linguaggi espressivi e la creatività. Le norme e gli standard di valutazione a cui i docenti si affidano spesso vengono seguiti solo perché comodi o realizzati per inerzia e rassegnazione, senza conoscere le conseguenze di tale azione e traducendo tutto in una perdita secca in termini di civiltà e di economia; ciò fa comprendere quanto la scuola necessiti di una più mirata e specifica formazione professionalizzante.

Abuso sessuale

Coinvolgimento obbligato in attività sessuale nonostante la non condivisione dell’atto e l’opposizione all’aggressione fisica o psichica. L’abuso può essere condotto con l’impiego di raggiri, inganni o minacce, con l’uso della forza fisica inclusa la penetrazione o il contatto fisico o senza contatto, in condizioni di esibizionismo, voyeurismo e pornografia minorile. Presenta modalità molto diverse; può essere commesso da abusatori sconosciuti, conosciuti, appartenenti o meno al nucleo familiare o per mancato controllo delle pulsioni e di pattern di arousal sessuale. La risposta soggettiva alla “violazione” subita è subordinata a ciascuno di queste importanti e diversificate situazioni a cui si aggiunge la frequenza della sottomissione. L’abuso raramente viene dichiarato dalla vittima, i segnali individuabili possono essere il disagio affettivo, il silenzio, il desiderio smisurato di lavarsi, sguardi assenti o fissi, oppure possono insorgere segni post-traumatici da stress, manifestazioni di disagio sociale tra cui aggressività, atteggiamenti di sfida, comportamenti distruttivi, cambiamento delle abitudini alimentari, alterazioni del sonno (pavor notturni, incubi, insonnia), depressione, autosvalutazione, goffaggine, iperattività, ritardi dell’apprendimento.

Acalculia

Assenza o consistente diminuzione di tutte le capacità matematiche. Le abilità e i processi mentali complessi sono inefficienti, fortemente collegati alla costituzione dei fattori fisici, anatomici, funzionali ed energetico-affettivi, che richiedono un intervento di aiuto articolato, adatto ad agire autenticamente sulla globalità della persona. È a un processo di integrazione che tiene conto di stimoli adatti ad alimentare con una vasta gamma di sollecitazioni i vari canali informativi e organizzativi che la Pedagogia Clinica per mezzo del metodo Eucalculia®, si affida nel suo corollario metodologico.