Acatafrasia

Difficoltà nel rispetto delle regole della grammatica e della sintassi nella costruzione della frase. Può riscontrarsi in coloro che non hanno ben acquisito una nuova lingua o che presentano una debolezza psichica, come accade per certi soggetti che utilizzano il verbo all’infinito, trascurano gli articoli e parlano di in terza persona.

Accademia

Istituzione in cui si sviluppano studi e ricerche. Negli anni Settanta a Firenze un insieme di studiosi che seguiva le dottrine di Guido Pesci si riuniva in Accademia al fine di attendere alla Pedagogia Clinica, promuoverne la ricerca e incrementarne il prestigio

Accoglienza

Cortesia, ospitalità e disponibilità. Atto rispettoso e pregno di attenzioni. Poiché il primo momento di conoscenza rappresenta per il Pedagogista Clinico® l’incipit e il prodromo della relazione con la persona, l’accoglienza diventa fondamentale per la costruzione simpatetica. A essa viene infatti dato un notevole spazio nella formazione, va a innescarsi sul “fare” dello specialista e sul set in quanto “infrastrutture” dello studio professionale. La persona o le persone che si presentano al Pedagogista Clinico dovranno essere accolte solo ed esclusivamente da lui, non possono infatti, essere impegnate altre figure in tale compito; egli non delega alcun assistente, sia pure disponibile, cortese, cordiale e premuroso, e l’ambiente è organizzato con quelle attenzioni necessarie a promuovere sensazioni di gradevolezza e di piacere, senza particolari alchimie, ma con sobrietà e calore come è definito nei principi pedagogico clinici. Lo specialista potrà così, fin da subito, grazie al suo stile di accoglienza professionale e all’assetto dell’ambiente, trasferire nell’altro indicatori su cui intessere stima e fiducia, indispensabili per avviare il percorso che lo condurrà alla propria riuscita.

Accompagnare

Procedere insieme a una persona in un percorso di aiuto. Per il Pedagogista Clinico® ciò si concretizza con l’impegno di accompagnarla in un’opportunità di crescita e di espansione alla vita derivante da attività basate su accordi che destinino a effetti armonici della personalità.

Acquaticità

Termine con cui si specificano le esperienze promozionali in acqua. Nelle radici epistemologiche della Pedagogia Clinica si rintracciano, già dai templi di Asclepio o Esculapio, il valore e il significato che l’acqua, in quanto elemento rinfrancante e rigenerante, poteva offrire per “una buona salute”. Nelle terme, spazio consacrato a questo fine, ognuno poteva sostare per ritrovare sensazioni e proprietà riequilibratrici. La disciplina pedagogico clinica non poteva mancare di tale attenzione, che ben si combina con i principi che la sostanziano, per questo ha analizzato con interesse la sostanza acqua, stimandola liquido prezioso per le peculiarità di avvolgimento, accarezzamento e leggerezza, per la possibilità di galleggiamento che offre, per la funzione stimolatrice dei recettori sensoriali e per il grado di tonalità affettiva che può garantire. Da ciò ha tratto elementi indispensabili, a dimostrazione di quello che nello spazio acqua è possibile realizzare e l’ha inserita tra le occasioni stimolo per offrire alla persona un’opportunità maggiore allo sviluppo e al rinforzo del corpo e un’espansione organizzativo-corporea e socio-affettiva. Le stimolazioni in acqua sono tenute in considerazione e privilegiate anche dai principi della psicomotricità funzionale in orientamento alla globalità; esperienze che consentono contemporaneamente lo sviluppo della funzione di veglia o funzione energetico-affettiva e la funzione di aggiustamento. Nell’acqua il corpo genera aggiustamenti continui, adeguati ai bisogni e senza alcuno sforzo eccessivo, sviluppa vissuti propriocettivi ed esterocettivi, per questo le tante esperienze corporee garantite da un processo graduale rappresentano occasioni di definizione di uno schema e di un’immagine; altre opportunità di scienza che favoriscono la crescita personale in una relazione di fiducia e costruiscono una memoria affettiva

Acutezza visiva

Capacità dell’occhio di percepire e focalizzare dettagli di un oggetto dipende direttamente dalla nitidezza dell’immagine proiettata sulla retina. L’acutezza visiva morfoscopica o di riconoscimento è il tipo di acutezza visiva più comune e più conosciuta. Esprime la capacità di riconoscere una determinata forma tra tante possibili: lettere dell’alfabeto, numeri e simboli diversi con differenti orientamenti.

Adattamento

Meccanismo di regolazione tra il soggetto e il suo ambiente, costituito da due processi complementari e concomitanti: l’assimilazione e l’accomodamento. L’assimilazione è il processo di integrazione di ciò che è esterno alle strutture proprie del soggetto. L’accomodamento è la trasformazione delle strutture proprie in funzione delle variazioni dell’ambiente esterno. Due ambiti funzionali a cui si aggiunge la funzione di aggiustamento, una specifica seguente che, in psicomotricità funzionale assume l’accomodamento allorquando c’è una risposta motoria agli stimoli. La Pedagogia Clinica per conoscere l’evoluzione di tale processo e garantirne l’efficacia si affida all’Analisi dell’espressività motoria e ai suggerimenti derivati dal metodo Edumovement.

Adattamento all’ambiente sociale

È la capacità per un individuo di adattarsi all’ambiente sociale per affermarsi e avere il ruolo che gli compete come cittadino di una società. L’adattamento all’ambiente sociale comincia dalla nascita, non è solo un obiettivo da raggiungere, ma è una condizione imprescindibile per lo sviluppo del soggetto. La persona si sviluppa, secondo la concezione fenomenologica, partendo dal proprio programma genetico, dalle proprie capacità personali, partecipando l’ambiente e per l’influenza dei dati socio-culturali dell’epoca in cui vive. Perciò è indispensabile lo sviluppo dell’iniziativa, l’indipendenza di pensiero e il rispetto dell’intenzionalità oltre alla socializzazione, come oggi viene definita, che non può scindere dal processo educativo. Il Pedagogista Clinico®, nel suo primario intento, ritiene fondamentale il contatto con il concreto, vuole riportare l’azione alle funzioni operative che generano un adattamento determinato anche dall’intervento sistematico di una prassi educativa. Un equilibrio può esistere allorquando si permette all’individuo di avere un contatto normale con la realtà, un impegno effettivo che richiede quello sforzo personale di adattamento specie se realizzato in un clima favorente e prodromo di emulsioni affettive; è una condizione questa che può essere facilitata dalle esperienze desunte dai metodi pedagogico clinici.

Adattamento allo spazio

Acquisizione funzionale di una capacità e disponibilità a promuoversi nello spazio, confrontarsi con situazioni-problema, organizzarsi in nuove e diverse risposte e assicurarsi le variabili di riuscita con risultati di efficacia. Adattamento di un corpo la cui organizzazione e strutturazione si coniugano in uno spazio con il progredire della maturazione nervosa, sviluppa via via capacità sempre più compiute in definizione delle nozioni, delle relazioni e degli orientamenti spaziali sia topologici che euclidei. Si tratta di una prestazionalità, fra le tante altre, che dipende dall’organizzazione della persona e dal suo sviluppo, dalla disponibilità a risolvere specifici problemi che gli sono stati posti dall’ambiente esterno, perciò garantita dalla funzione energetico-affettiva che, sostenuta dalla formazione reticolare e dalle strutture limbiche in cui è espresso tutto il potenziale energetico di un soggetto, ne determina una certa capacità operativa definita funzione d’aggiustamento, che, a sua volta assicurerà un’azione efficace nell’ambiente circostante, conosciuto e riconosciuto nei suoi preziosi elementi e costrutti.