Analisi

Studio particolareggiato basato sulla scomposizione di ciò che si presenta unitario nei suoi elementi costitutivi. In Pedagogia Clinica sta a indicare il percorso conoscitivo della persona con cui è possibile rilevare ogni aspetto specifico del suo sviluppo, ed è utilizzato per definire i diversi assunti che caratterizzano ogni sfaccettatura della globalità. Per questo l’analisi viene condotta con un sistema di propagazione a satellite, poiché lo studio di un aspetto chiama a lo studio di un altro. È alla concatenazione di fatti e situazioni che il Pedagogista Clinico® si affida, a quella abilità conoscitiva che non trascura nulla del percorso di vita della persona.

Analisi dell’autonomia e coscienza di Sé

Consente di conoscere la capacità di autonomia di un soggetto nel rispetto dei limiti della propria evoluzione, la sufficienza dei propri mezzi e l’abilità nell’affrontare fatti e situazioni di vita quotidiana. È indispensabile conoscere, per esempio, l’evoluzione a proposito del controllo sfinterico, le abilità a soddisfare ogni cura, ogni pratica igienica ed estetica, cinemi delle disponibilità nella pratica della pulizia del viso e del corpo, nel vestirsi, nella ricercatezza e nel gusto di abbigliarsi, ogni abilità nel rapportarsi all’ambiente esterno, anche gli equilibri del sonno e dell’alimentazione che determinano effetti sul comportamento e lo stile di vita.

Analisi dell’espressività grafica e cromatica

Modalità e strumenti del Pedagogista Clinico® i cui obiettivi fanno parte delle verifiche delle PAD e hanno lo scopo di leggere/osservare l’insieme delle manifestazioni che riguardano l’espressività grafica e cromatica. Non si tratta di “interpretare” ciò che l’altro disegna, ma di “guardare” e coglierne ogni aspetto rappresentante abilità, disponibilità e potenzialità. La lettura non può riguardare un singolo disegno o un singolo elemento tratto dal test o dal disegno, ma deve essere rivolta ad una visione di insieme e quindi alla globalità dell’espressività grafica e cromatica. Per questo si fa affidamento ad una lettura complessiva di tutti i disegni assieme a ciò che emerge dalla scelta cromatica; del disegno libero, modalità che meglio consente l’espressione libera di ; del disegno della figura umana, primariamente importante per le informazioni che possono riguardare lo schema corporeo; del disegno della famiglia, in quanto racconto di come una persona si rappresenta nelle relazioni familiari; e della versione breve rivista e riadattata del Color Lüscher Test, strumento già considerato dal suo Autore utilizzabile in più ambiti professionali.

Approfondimenti:

Analisi dell’espressività motoria

Osservazione analitica che permette di far emergere dati rilevanti e significativi in riferimento alle potenzialità gnosico-prassiche, alle caratteristiche psico-fisiche, allo stile comportamentale, alle capacità acquisite e alle potenzialità, desunti senza intenti valutazionali da quel testo che è la persona e che va letto seguendo ogni costrutto semantico e sintattico della narrazione che essa traccia per farsi conoscere e riconoscere. L’analisi dell’espressività motoria è dunque un impegno sicuramente rilevante per il Pedagogista Clinico®. Essa risulta dall’attuazione di una metodologia efficace e idonea a definire gli stati di necessità del soggetto e individuare la modalità educativa da seguire per offrirgli un valido aiuto. È perciò un metodo anticipatorio, che consente di rilevare ogni comunicazione, ogni messaggio, di riconoscere la tematica fenomenologica del significato dei segni e delle polisemie offerte con spontaneità eiettiva dalla persona; primi passi verso un intervento capace di ripristinare nuove e diverse abilità e disponibilità. Da questa polisimmetria causale-dinamica delle sfaccettature prismatiche e delle elaborazioni fenomeniche con cui la persona si annuncia, raccolte le polarizzazioni che danno vita al teatro delle forze organizzative, delle disponibilità, potenzialità e difficoltà, si generano le indicazioni indispensabili per assicurare ipotesi e progetti di tipo operativo.

Analisi delle abilità e disponibilità ad apprendere

Indagine specifica di ciò che sottende allo sviluppo delle capacità apprenditive in termini di risorse e abilità raggiunte. L’analisi condotta dal Pedagogista Clinico®, che ha l’obbligo di andare oltre le indagini patologico-formali che inseguono i sintomi e rendono responsabili dei disturbi aspetti settoriali e singole abilità specifiche, è sostanziata nel rispetto della totalità, dalla conoscenza del soggetto in ogni sua espressione di vita. Perciò affinché egli possa intervenire in aiuto e dare risposte certe, con proprie tecniche e metodi, gli è indispensabile conoscere e descrivere ogni aspetto testimoniato da Potenzialità, Abilità e Disponibilità (PAD) rilevandone eventuali disordini, insufficienze e disarmonie, difficoltà e ostacoli e il conseguente disagio che egli può aver incontrato. Nell’analisi per le abilità ad apprendere non può essere dimenticata la scopia dell’organizzazione tonica, cinestetica, gestuale, ritmica, né possono essere trascurati il dinamismo respiratorio, l’inseguimento visivo, le abilità mnestiche, l’attenzione, la faticabilità e ogni espressione derivata da manifestazioni nella condotta testimoniate da disagi emotivo-relazionali. Ogni linguaggio sia esso corporeo, verbale, segnico, gestuale, cinestesico, silenzioso, non può sfuggire all’analisi nella consapevolezza che comunica il mondo interiore e suggerisce i modi per favorire le vie di accesso agli apprendimenti.

Analisi delle abilità mnestiche

Si riferisce al processo della memoria e ai fattori specifici implicati nelle fasi di registrazione, conservazione e recupero. In Pedagogia Clinica il processo mnestico e le sue carenze hanno trovato occasioni di studio e di ricerca, che hanno portato a dimostrare che una caduta mnestica non sempre è imputabile a fattori specifici, bensì può essere legata ai diversi criteri procedurali per il fixage, all’ambiente socio-economico e culturale e a ragioni di carattere emotivo e psicologico; inoltre non può sfuggire che i ricordi si riferiscono ai correlati emotivi della memoria nel momento di registrazione, così come nel ripescaggio. Anche l’attenzione e la faticabilità sono ampiamente implicate nei processi di memorizzazione e richiedono un grande sforzo mentale rispetto alla percezione, alla selezione e all’elaborazione di un’informazione. L’abilità mnestica può essere frenata da sfiducia nel riuscire a ricordare le cose, da distrazione, da scarsa motivazione e disponibilità a prestare attenzione, da incapacità di concentrazione e da rallentamento nell’elaborazione dell’informazione, nonché da ansia e insicurezza; tutte variabili soggettive che possono influenzare la fissazione e il richiamo della traccia mnestica. La complessità nel conseguire quel fixage indispensabile per realizzare e mantenere conoscenza ed esperienza obbliga il Pedagogista Clinico® a conoscere ogni aspetto che caratterizza la persona e tutto ciò che le vieta o le impedisce di mantenersi in comunicazione con i propri informatori. Per questo l’approccio non può che essere ecologico, espandersi fino a comprendere e monitorare lo stato di freschezza mentale, ogni reazione del soggetto di fronte alle proprie difficoltà, la possibile indifferenza, le modalità di compensazione, i vari mascheramenti così come definire quei processi, quelle percezioni, quei sensi individualizzatori che si caratterizzano per la capacità di stabilire e apprezzare odori e profumi con finezza e acutezza olfattoria, distinguerli e classificarli; un insieme di astrazioni di ordine psichico che coinvolge l’attenzione, l’associazione, la prontezza, le sensazioni immediate e altre rievocate da eventi ed esperienze vissute. Lo stesso può dirsi per le dinamiche strettamente legate alle funzioni fisiologiche gustative, tattili e uditive le quali sollecitano l’attenzione, vigilano sulla faticabilità e sulla mnesi, con gradazioni e sfumature che agiscono sull’armonia del movimento, sugli apprendimenti, sull’intensità e la frequenza, in sintesi danno significato all’esperienza

Analisi delle capacità intellettive

È una osservazione analitica che può essere utile per capire se la persona, nell’acquisizione delle abilità intellettive, è o meno in linea con i canoni medi di sviluppo di tali abilità. L’analisi delle capacità intellettive non fornisce un numero che definisce l’individuo “insufficiente” o “ritardato” oppure “genio”, ma considera le abilità che egli ha conseguite. Non essendo un test standardizzato, non può e non deve certificare una patologia o un disturbo né servire per “misurare” l’intelligenza: questo strumento rappresenta per il Pedagogista Clinico® una utile guida all’osservazione del costrutto intelligenza. Rilevare le abilità acquisite dall’individuo e quelle non acquisite, oltre che le aree “forti” e le aree “critiche” rappresenta infatti un passo chiave nell’approntare un funzionale progetto di intervento.

Analisi delle manifestazioni ansiose e depressive

Questa analisi si persegue in Pedagogia Clinica con un protocollo osservativo che consente di rilevare i segni in quattro aree: emotiva, fisiologica, mentale e psicomotoria; aree in cui l’ansia e la depressione sono più facilmente rilevabili. L’ansia è una variabile emotiva che generalmente viene definita come uno stato affettivo spiacevole, basato su un penoso sentimento di attesa di un evento che si ritiene pericoloso: è implicito che l’ansia compare quando l’individuo si trova in una situazione di incertezza circa il suo futuro; essa è infatti associata ad una proiezione di nel futuro e all’anticipazione di un pericolo. Quando l’uomo sperimenta l’ansia, cerca di uscire dalla situazione di incertezza ed è stimolato a prendere maggiore coscienza e conoscenza del mondo che lo circonda. L’ansia è quindi da considerarsi non solo una attivazione atta a preservare l’individuo da tutto ciò che minaccia la sua sicurezza materiale e psicologica, ma anche una spinta all’esplorazione, alla ricerca, al lavoro. Essa è alla base della lotta dell’individuo per l’autorealizzazione e salvaguardia di tutta una serie di valori che l’uomo si costruisce: libertà, prestigio, successo, rispetto, possesso ecc. La situazione di incertezza predispone all’azione (fuga o lotta) o alla comparsa di un diverso stato d’animo (ad esempio, il timore), sebbene, oltre una certa soglia, anche questa variabile funzionale e adattiva, può diventare invalidante per la persona. La depressione è uno stato mentale contraddistinto da afflizione e sfiducia, accompagnate spesso da ansia. Dal punto di vista motivazionale nella deflessione del tono dell’umore domina il fatto che viene a cessare ogni attrattiva per gli obiettivi principali della vita; di conseguenza l’attività mentale è rallentata, diminuita, inefficiente. La stessa attività motoria e le cure personali possono essere ridotte al minimo. La durata, la gravità e l’origine degli stati depressivi è molto diversa e i modelli interpretativi possono presentare notevoli diversità.

Approfondimenti:

Analogico

Qualsiasi comunicazione non-verbale: le posizioni e i movimenti del corpo, i gesti, l’espressione del viso, le inflessioni della voce, come anche i segni di comunicazione presenti nel contesto in cui ha luogo un’interazione. La comunicazione analogica in Pedagogia Clinica è un poderoso strumento maieutico del pensiero, una lingua capace di veicolare messaggi significativi, accolta nel Reflecting® la cui architettura del viversi e del parlare all’altro muove da opportunità analogiche, ricche di forme e di immagini che contribuiscono all’espansione del ventaglio espressivo-sollecitatorio. La formazione professionale del Pedagogista Clinico® basa perciò le sue esperienze su giochi di relazione vissuti per arricchire il patrimonio comunicazionale agendo in atelier il proprio sistema analogico. Sono occasioni di esperienza e padronanza dei propri strumenti non verbali quali, tatto, con-tatto, posture, gestualità e sonorità corporea. Le esperienze relative alla relazione si basano sull’impiego della musica, del canto, dei mezzi espressivo-corporei, della danza, del mimo, della drammatizzazione, di espressioni creative mediante ausili plastici e grazie ad esse la persona, agendo il proprio sistema analogico vive una grande opportunità di conoscenza di ogni valore comunicazionale.

Anarchia pedagogica

Processo teso a scambiare l’inclusione con una concezione puramente aritmetica dell’insufficienza, con un’educazione condotta su un modulo quantitativo che potremmo definire della sottrazione, che vuole ridotte nel numero le proposte didattiche e semplicemente rallentata la loro elaborazione.