Ascolto evocativo

Particolare metodo che, con il potere metaforico dei suoni-rumori della natura e della musica, permette di partecipare a esperienze evocativo-immaginative. Si basa su fluttuazioni di pensiero attivate in una disponibilità recettiva, che promuovono esplorazioni “dentro di me” e sull’aspetto relazionale o psico-affettivo “fuori da me”, su come la persona percepisce l’ambiente esterno e come interagisce con esso, ovvero sulle funzioni energetico-affettive. Musiche e suoni che giungono in profondità, aiutando la persona a rintracciare e a sostare su ciò che ha fatto o conta di fare, che pensa o sente, crede, spera, ammira, teme o biasima, a soffermarsi sull’intensità e il modo con cui essi sono percepiti e vissuti. Opportunità, queste, che danno significato alla ricchezza del mondo interiore amplificando una concezione dinamica dell’essere.

Asocialità

Condizione della persona che si estranea dalla collettività, che non condivide il tipo di organizzazione sociale esistente ed è incapace di socializzare. Ha una visione negativa delle cose e per timore del confronto non socializza con gli altri, si estranea, preferendo vivere in solitudine, una solitudine che spesso tuttavia è il destino delle grandi menti.

Asperger

Termine che in psichiatria definisce i soggetti che si presentano con una distorsione dello sviluppo di base, che riguarda in primo luogo la comunicazione verbale e non verbale, le capacità sociali e l’attività immaginativa. Risultano inoltre contemporaneamente inficiate le funzioni psicologiche di base, come l’attenzione, la percezione sensoriale, l’umore, il funzionamento intellettivo e l’attività motoria. Questi soggetti sono caratterizzati da una compromissione qualitativa nell’interazione sociale e una modalità di comportamento con interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati, non presentano ritardi di linguaggio e dello sviluppo cognitivo, hanno una buona capacità di autoaccudimento e curiosità per l’ambiente. Per loro, in Pedagogia Clinica, vengono evitati tutti quegli interventi il cui punto di riferimento è la tradizione cognitiva e comportamentale, che si basa sulle strategie ispirate dalla Token economy, messe in atto da genitori e insegnanti che, per produrre dei risultati, devono essere sostenute con costanza. L’aiuto offerto dal Pedagogista Clinico®, in quanto basato sulla globalità e non certo sui residui, è assai complesso, e chiede una molteplicità di esperienze spiralizzate che vanno a sollecitare ogni aspetto della semiologia corporea  con lo scopo di risvegliare la disponibilità espressivo-emozionale, attentiva e comunicazionale. Sostenuta dalla convinzione, peraltro provata, che la personalità dell’individuo si struttura a partire dal rapporto che questi ha con il proprio corpo, la Pedagogia Clinica avvalora, con i propri principi e l’ausilio delle proprie tecniche, ciò che un corpo, se stimolato, può garantire al proprio . Esperienze edificanti per la percezione corporea e per la definizione di appartenenza personalogica, che consentono di viversi in quanto corpo che delimita e situato nello spazio, stimolato nella presa di coscienza di , nella scoperta del proprio ritmo vitale, nella conoscenza delle potenzialità di espressione e di comunicazione e delle capacità gnosico-prassiche che gli permettono di agire nell’ambiente in cui vive e realizzare nel miglior modo se stesso. In opposizione a ogni parodia senza interessi o artifizi zoofiliaci, per la persona, in qualsiasi momento della sua vita, queste esperienze rappresentano l’occasione di tornare a sentire, vivere, conoscere la realtà corporea e tradurla come presenza, come essenza di “significatività” e “unicità”. Si tratta di esperienze corporee assunte nell’ambito di una relazione dimensionata sull’investimento affettivo-emozionale positivo, da cui si generano propulsioni verso un’azione integrata dai valori di efficacia che la persona può rintracciare in ogni momento poiché appartenente a un , e non in risposta ad un ammaestramento. La Pedagogia Clinica offre dunque alla persona un’occasione importante per una nuova e diversa lettura della propria topografia e geografia corporea e per vivere l’organizzazione ritmo-respiratorio-cinetica e spazio-temporale dirette a promuovere il recupero di volontà indispensabili per raggiungere obiettivi, entusiasmi e propositi, che possono trovare certezze da un polidinamismo in grado di risvegliare nell’individuo la riorganizzazione dell’universo delle emozioni e degli affetti con le relative funzioni simboliche e immaginative.

Asse corporeo

È rappresentato dalla colonna vertebrale, mostrata già dal riflesso globale di estensione del neonato da cui dipende il tono assiale del collo e del tronco, e che in seguito agisce sulla mobilità delle articolazioni facendo giungere stimoli propriocettivi su cui si organizza il tono di base e da cui dipende la vigilanza che mantiene le funzioni vitali attive. L’asse corporeo permette, a partire dall’attività tonica e posturale, la mobilità in armonia delle articolazioni, è arbitro delle relazioni tra strutture della semiassialità destra e sinistra e ad esso si attribuiscono rapporti assai significativi con l’apparato labirintico, con l’organizzazione lateralizzata tonica, le reazioni di tensione, di accomodamento, di orientamento e di equilibrio, con la funzione del tono muscolare e della postura.

Assetti posturali

Sul principio di aplomb, l’assetto posturale definisce una condizione dinamica e ottimale di mantenimento di equilibri in condizioni posturali differenti. Vengono raggiunti per mezzo di esperienze condotte nello spazio e in molteplici combinazioni. Si chiede alla persona di muoversi liberamente nello spazio e di fare un’analisi di ogni suo pronunciamento corporeo, del suo inadeguato equilibrio, della sua posturalità; un lavoro su se stessi, realizzato con il suffragio di stimolazioni attentive per una visitazione del proprio corpo e un progressivo abbandono degli stati tensionali e reso possibile da condizioni di un ambiente suggestopedico. Si tratta di preziose e minuziose letture che la persona può fare nel realizzare una localizzazione sempre più precisa di ogni spostamento segmentario, affinando così una presa di coscienza dei differenti segmenti, vivendo il grado di tensione muscolare e ogni effetto derivante dalle contrazioni e decontrazioni muscolari; un’occasione per affermarsi in un processo di coscientizzazione.

Assicurazione

Contratto di garanzia per il quale l’assicurato con il versamento di un “premio” trasferisce il rischio del verificarsi di un possibile evento dannoso alla società assicuratrice che si obbliga al risarcimento del danno. Il Pedagogista Clinico® è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i danni derivanti alla persona dall’esercizio dell’attività professionale, compresa la custodia di documenti e dei valori ricevuti dalla stessa. È una disposizione che, se non osservata, costituisce illecito disciplinare.

Association Nationale Pédagogues Cliniques (ANPC)

Fondata nel 2002 in Belgio, con atto pubblicato sul “Moniteur Belge-Belgisch Staadsblad”, ovvero la “Gazzetta Ufficiale” del Governo Belga. Art.3 L’association a son siège social Uccle –Bruxelles. Art.2 L’association a pour but, en toute autonomie patrimoniale, de promouvoir et d’exercer une activité d’étude et de recherche scientifique en faveur du développement de la connaissance et de l’expérience dans le domaine de la Pédagogie Clinique, de former les pédagogues cliniques, de garantir leur niveau professionnel et de formation, de protéger la certification de leur profession et de procéder à leur inscription dans un tableau professionnel spécifique.

Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici (ANPEC)

Il 16 aprile 1997 a Firenze il Movimento dei Pedagogisti Clinici fonda l’Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici (ANPEC) e ne elegge presidente il prof. dott. Guido Pesci. L’atto pubblico viene registrato al n. 2423 e dal 2 maggio 1997 l’Associazione viene inserita in Banca dati del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL). Nella stessa data della costituzione dell’Associazione, il titolo professionale di Pedagogista Clinico® viene a essere protetto da marchio registrato. L’ANPEC ha lo scopo, esclusa qualsiasi finalità di lucro e con propria autonomia patrimoniale, di promuovere e coordinare iniziative volte al riconoscimento, alla tutela e alla certificazione della professione di Pedagogista Clinico sia in ambito nazionale che internazionale; costituire l’Albo Professionale dei Pedagogisti Clinici; qualificare la professionalità del Pedagogista Clinico al quale devono essere richieste abilità nella comprensione dei processi individuali, nella loro specifica globalità e idoneità nell’aiuto educativo; garantire il livello professionale e formativo dei pedagogisti clinici iscritti all’Associazione; offrire ai soci una specifica formazione e un periodico aggiornamento; promuovere e svolgere attività di studio e di ricerca scientifica per lo sviluppo della conoscenza e dell’esperienza professionale. L’Associazione si convenziona nello stesso anno della sua costituzione con l’Istituto Superiore Formazione Aggiornamento e Ricerca ISFAR-Formazione Post-Universitaria delle Professioni®, e lo riconosce unico Istituto formativo per la professione e l’aggiornamento dei pedagogisti clinici. L’ISFAR, per questo impegno, attiva un apposito Istituto di Ricerca, l’Istituto Internazionale di Pedagogia Clinica, affiliato al Centro Kromos di Firenze, in cui impiega e coinvolge un nutrito gruppo di ricercatori che per competenza e impegno garantiscono una crescita tecnica e scientifica da divenire ben presto leader nella formulazione di metodi, tecniche e strumentari pedagogico clinici. L’ANPEC, successivamente a una valutazione attraverso una ricognizione delle caratteristiche strutturali, delle strategie adottate e delle modalità di regolazione dei rapporti con gli iscritti, il 2 maggio 2000, è chiamata a far parte della Consulta del CNEL (con lettera firmata del presidente Giuseppe De Rita). Nel 2002 ha trovato riconoscimento istituzionale in Belgio dove è stata costituita l’Association Nationale Pédagogues Cliniciens (ANPC). A questo riconoscimento per la categoria dei pedagogisti clinici, professione che non è più solo italiana, se ne aggiunge un altro assai significativo, quello della costituzione della Federazione delle Associazioni dei Pedagogisti Clinici in Europa (EURO-ANPEC) e dell’Albo Europeo dei Pedagogisti Clinici, registrata presso l’Unione Europea nel 2004 (regolamento CEE n. 2137/85 e leggi del 12/07/1989, n. 2137/85 e del 17/07/1989 e R.D. del 27/07/1989). In quello stesso anno il MIUR accredita l’ISFAR e riconosce la formazione dei Pedagogisti Clinici, la quale, oltre alla titolarità per l’iscrizione all’Albo dei Pedagogisti Clinici ANPEC, è certificata al personale insegnante come Corso di Specializzazione in Pedagogia Clinica. Il MIUR, in seguito, definisce con l’ANPEC varie intese di collaborazione su tutto il territorio nazionale. Il corso per la formazione di Pedagogista Clinico® viene inserito anche nel catalogo dell’Offerta Formativa della Regione Toscana al n. 000128 e ciò permette agli iscritti di accedere ai contributi finanziari (voucher), previa idonea richiesta, previsti dall’Amministrazione Regionale o Provinciale competente, per poter partecipare alla formazione senza oneri di spesa. Ne è seguita la Legge 4/2013 che riconosce le professioni intellettuali.

approfondimenti:

Associazione percettivo-motoria

Abilità della persona nell’associare le due componenti, percettiva e motoria quando si trova a organizzarsi in una combinazione di più fattori che determinano, per esempio la durata di un rumore, di uno stimolo visivo o la tonematica di un comando associato ad uno spostamento nello spazio

Associazioni professionali

Hanno le caratteristiche di un organismo teso ad autoregolamentarsi ed esercitare ruoli di tutela per i propri associati. Coloro che esercitano una professione che prevede la prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, svolta abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nell’osservazione delle regole sulla concorrenza. Le associazioni professionali promuovono, anche attraverso specifiche iniziative, la formazione permanente dei propri iscritti, adottano un codice di condotta ai sensi dell’articolo 27-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, vigilano sulla condotta professionale degli associati e stabiliscono le sanzioni disciplinari in caso di violazioni del medesimo codice. Le associazioni promuovono forme di garanzia a tutela dell’utente, tra cui l’attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore, presso il quale i committenti delle prestazioni professionali possono rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti (sempre ai sensi dell’articolo 27-ter del codice del consumo), nonché ottenere informazioni relative all’attività professionale in generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti.