Aula (formazione in)

Organizzata in spazi diversi, permette di usufruire di attrezzature per metodologie formative attive concepite in riferimento ad esperienze concrete. Si tratta di spazi operativi in cui i didatti forniscono un costante aiuto all’apprendimento e si promuovono per facilitare nuove conoscenze, sviluppare processi interattivi e la crescita individuale dei professionisti in formazione.

Autismo

Disturbo alla cui base c’è una distorsione dello sviluppo che riguarda la comunicazione verbale e non verbale, le capacità sociali e l’attività immaginativa. La diagnosi di autismo conclamato si basa sulla presenza di una compromissione qualitativa nelle interazioni sociali reciproche, nella comunicazione, nelle modalità di comportamento, negli interessi che sono ristretti, ripetitivi, stereotipati. Le funzioni psicologiche di base, come l’attenzione, la percezione sensoriale, l’umore, il funzionamento intellettivo e l’attività motoria risultano contemporaneamente pregiudicate. Questa condizione è quattro volte più frequente nei maschi rispetto alle femmine. Le alterazioni nelle interazioni sociali reciproche si manifestano con una compromissione nell’uso di comportamenti non verbali, come lo sguardo diretto, l’espressione mimica, le posture corporee e i gesti che regolano i rapporti sociali. Vi è inoltre un’incapacità di sviluppare relazioni con i coetanei, una mancanza di ricerca spontanea della condivisione di gioie, interessi e obiettivi con altre persone e di reciprocità sociale o emotiva. Le alterazioni qualitative nella comunicazione sono rivelate da ritardo o assenza del linguaggio verbale, gestuale o mimico, uso di un linguaggio stereotipato, ripetitivo o eccentrico, carenza o mancanza di gioco simbolico o di giochi di imitazione sociale. Le modalità di comportamento mostrano una dedizione assorbente a uno o più tipi di interessi, particolari per intensità o per focalizzazione, una sottomissione rigida a inutili abitudini o rituali, una frequenza di manierismi motori stereotipati e ripetitivi e un persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti. La Pedagogia Clinica, sostenendo il valore della globalità, ha strutturato per gli autistici una modalità osservativa finalizzata a una reale e meticolosa conoscenza, indispensabile per poter individuare ogni forma comunicazionale privilegiata o non, ogni espressione caratterizzata dall’interazione, e ogni diversa risposta alle sollecitazioni. Un’analisi complessa ma indispensabile per orientare sui processi di intervento più utili e idonei a ricreare quei recuperi necessari per uno sviluppo capace di riconiugare questi soggetti alla vita in un diverso clima di disponibilità.

    Il ruolo della famiglia nell’autismo

 

altri  approfondimenti:

Autocontatto

È un’espressione di autointimità, che può trasferire a eco conforto, godimento, tranquillità e sicurezza, soddisfare il bisogno di stare con se stesso, o altrimenti il voler sfuggire da una situazione spiacevole e annunciare risposte oppositive. Gesti barriera messi in atto quando il soggetto si sente esposto o minacciato e per difendersi è obbligato ad assumere un comportamento egoistico o protettivo.

Autonomia

Stato di integrazione per cui un individuo vive in piena armonia con i propri sentimenti e i propri bisogni comportamentali o impulsi che, per essere soddisfatti, richiedono di essere favoriti e incentivati. È la capacità di affrontare e dominare con padronanza le diverse situazioni, trovare soluzioni a problemi legati alla realtà esterna e distribuirsi congiuntamente alle proprie qualità e capacità effettive. Tale condizione è conquistata dinamicamente in maniera lenta e progressiva, graduata secondo l’età e il livello di maturazione, conservata, dispersa o mortificata a causa di particolari circostanze o vissuti.

Autonomia nel bere

Concerne l’essere abili a realizzare una successione di prassie necessarie a soddisfare il proprio bisogno di dissetarsi. È un’abilità che si conquista attraverso il susseguirsi di vari atti motori che hanno un’organizzazione articolata e complessa. L’autonomia verrà considerata acquisita quando tale procedimento verrà portato a termine, quando cioè la persona da sola si versa il liquido, impugna il bicchiere e beve ed è capace anche di raffreddare le bevande se troppo calde. Non sarà raggiunta quando invece non riesce in tutto questo e beve solo con l’ausilio di un biberon o se aiutata. L’intervento educativo deve promuovere l’autonomia personale, e perciò favorire, incentivare e sollecitare lo sviluppo verso una crescita; in presenza di insufficienze o inadeguatezze, l’attenzione educativa sarà rivolta all’intreccio tra le abilità cinestetiche e tonico-muscolari e ai fattori affettivi.

Autonomia nel mangiare

Abilità a organizzare un’azione complessa atta a soddisfare la necessità di assumere cibi e bevande, realizzata vincendo ogni esitazione e superando la necessità di un aiuto da parte di altri; un processo di avviamento all’autonomia che, se non raggiunta, chiede di mettere in evidenza ciò che ha lenito o oppresso la spontaneità del soggetto.

Autonomia nel vestirsi

Abilità a compiere atti finalizzati a soddisfare il bisogno di vestirsi, in particolare il saper indossare abiti riconoscendone qualità, differenze e funzioni e ogni specifico aspetto legato ai dettagli come, abbottonarsi, chiudersi una cerniera lampo e allacciarsi le scarpe. Sono molti i soggetti che, per immaturità dello sviluppo sensoriale-percettivo, per impacci nell’organizzazione e motricità fine, nella tonicità delle dita e delle mani, o per la presenza di una disgnosia digitale strettamente associata alla aprassia costruttiva non raggiungono questo traguardo indispensabile anche per lo sviluppo del sentimento di appartenenza.

Autostima

Valutazione positiva delle proprie capacità. Esprime il grado di fiducia nel proprio valore e l’apprezzamento di se stesso. È un sentimento soggettivo che deriva dalle esperienze acquisite nel percorso della vita, perché sostanziate da approvazioni, da conferme interiorizzate ed elaborate che hanno influenzato e potenziato positivamente la visione che la persona ha di se stessa; condizione psichica favorevole per un integrato sviluppo della personalità e per una reale emancipazione

Autosvalutazione (sentimento di)

Si accompagna a valutazioni negative del proprio valore, preoccupazioni di colpa, o rielaborazioni di fatti e situazioni del passato considerati prova di errori e inadeguatezze, a volte perfino irreali, che generano nella persona sentimenti di responsabilità su eventi sfavorevoli non dipendenti direttamente da essa. Nelle relazioni interpersonali il soggetto autosvalorizzante non riesce a dimostrare adeguatamente quello che sa fare e quanto vale, rischiando di essere svalutato anche dagli altri. Si tratta di una condizione inibente lo sviluppo e la maturazione personale.