Calcolatrice

Essendo uno strumento automatico per la soluzione dei calcoli numerici è stato considerato adatto per compensare le difficoltà di esecuzione di compiti derivanti da una disabilità specifica, mettendo il soggetto in condizioni di operare più agevolmente. È stato perciò inserito tra gli strumenti compensativi previsti dalla Legge 107/2010 per il percorso scolastico dei bambini certificati DSA. La Pedagogia Clinica si promuove in alternativa a questo criterio basato esclusivamente sulla concezione quantitativa del rendimento scolastico, che non si propone di caratterizzare la difficoltà e la struttura interna della personalità determinata da essa. Non condivide l’idea di un apprendimento impostato sulla riduzione e sulla differenziazione, caratteristiche peculiari della scuola differenziale e si batte per la tesi fondamentale secondo la quale il bambino, il cui sviluppo è aggravato da una difficoltà, non è semplicemente meno sviluppato dei suoi coetanei, ma sviluppato in modo diverso e chiede particolari attenzioni e rispetti. Si rende dunque necessario lo studio della varietà dei processi di sviluppo, i diversi equilibri e la diversa metamorfosi, per evitare la divisione indiscriminata tra allievi capaci e incapaci che frena qualunque attitudine e disponibilità.

Calligrafia

La calligrafia è stata materia di insegnamento nelle scuole del passato e per questo sottoposta a regole e leggi studiate sull’estetica e sui risultati. I maestri dell’Ottocento e del secolo scorso hanno inteso far conseguire con la calligrafia destrezza e armonia della traccia, caratterizzata dal movimento uniforme, parallelo, equidistante dei segni grafici, e far acquisire una più precisa cognizione delle forme geometriche. È l’occasione di acquisire un’abilità nella definizione delle altezze e degli orientamenti, il concetto della misura, della simmetria, delle euritmiche proporzioni, oltre che la visione chiara delle forme e dei loro rapporti. Le tecniche per raggiungere questi obiettivi erano supportate da attenzioni rivolte alla posturalità ed anche alla diversità degli strumenti traccianti e delle superfici sulle quali lasciare traccia, che consentivano esperienze maggiori e padronanza in ordine ai movimenti richiesti a mani e dita in mutuo rapporto fra loro. Queste modalità e principi, privati del loro valore esclusivamente tecnicistico, sono stati prezioso riferimento per la Pedagogia Clinica nell’impegno alla prevenzione di impacci e inadeguatezze per vincere gli ostacoli alla produzione e comunicazione segnica.

Cambiamento

È un fatto dinamico, un fenomeno concepito come mutazione che può avvenire in un singolo individuo, o nei rapporti tra gli individui nell’ambito di un
gruppo o appartenenti a diversi gruppi. La persona può accettarlo o meno, favorirlo, frenarlo o ostacolarlo, in risposta ai vissuti, alla cultura di appartenenza, alle abilità raggiunte e alle intenzionalità affettive. Un intervento di aiuto pedagogico clinico può agevolare le identità e le caratteristiche in rapporto alla vita sociale, alle implicazioni operative, dischiudendo visioni caleidoscopiche delle realtà personali e aprendo numerose possibilità per gli interventi a favore delle intese con gli altri. Le persone che chiedono aiuto al Pedagogista Clinico® sono inserite in processi ricchi di propulsioni e impulsi verso la crescita, in cui si procede ponendo attenzione alla realizzazione “socio-psicologica” della persona, ai processi di reazione, di adattamento e di compensazione con cui accogliere ogni orientamento verso l’evoluzione e il cambiamento

Campo vuoto

Spazio aereo tridimensionale che “si abbraccia” con l’occhio in cui vengono lasciate tracce segniche virtuali prevalentemente gestuali, durante le esperienze anticipatorie per la conquista di abilità a lasciare segni grafici.

Canto (voce cantata)

Fa parte delle attività vocali del canto che hanno lo scopo di far acquisire la capacità di controllare l’intonazione delle note, migliorare la qualità timbrica e modulare le variazioni di intensità, per questo è intonata su altezze precise del sistema musicale. Nel canto si sollecitano le capacità di produrre una buona risonanza della voce cantata organizzata sulle componenti della musica, facendo eseguire emissioni di suoni con cambiamenti dinamici e agonici, diverse altezze e timbri, codici con dinamismi creativi ed effetti significanti diversi. La Pedagogia Clinica si avvale di questo patrimonio per potenziare e favorire le capacità espressive dell’individuo nel rintracciare ogni particolare sfumatura che caratterizza gli elementi vocali e musicali, gli accenti e le durate, le frequenze e le tonalità, gli andamenti e i tempi, le pause e le velocità, che vanno ad accrescere ogni processo di dinamica, ad arricchire prosodie, melodie ed emozioni.

Canto gutturale

Stile di canto che utilizza i suoni gutturali. Si tratta di suoni formati da toni e registri, tremuli e nasali, diversi, emessi singolarmente o in gruppo con effetto polifonico.

Capacità intellettive

Vengono definite mediante i risultati empirici sia dei test sia dell’osservazione riguardanti le abilità di misurarsi nella soluzione a un problema, che le persone raggiungono mediamente a un’età definita. Per conoscere queste capacità la Pedagogia Clinica ha previsto un percorso di analisi rispettosa dell’individuo, senza richiedere un numero che lo definisca minorato, insufficiente, ritardato o genio, ma orientato a considerare le abilità che egli ha conseguito. Questo obiettivo si raggiunge con l’Analisi delle capacità intellettive, che richiede di soffermarsi sul “pensiero convergente”, quel tipo di pensiero orientato alla soluzione di problemi noti e all’elaborazione di procedimenti standard, basati sul restringimento delle possibilità e sul riconoscimento di una unica risposta corretta, e sul pensiero divergente, quella capacità di risolvere problemi per i quali risulta appropriata una soluzione non definitiva, aperta a varie e nuove possibilità. Conoscere il bagaglio intellettivo e le abilità di elaborazione di un soggetto è per il Pedagogista Clinico® indispensabile all’efficacia del recupero, poiché partendo da un’analisi appropriata potrà meglio pianificare il suo progetto di intervento.

Carattere

Dimensione esteriore di una persona, la particolare impronta attraverso la quale si caratterizza rispetto agli altri. Questa dimensione ha elementi collocabili lungo l’asse stabilità-instabilità, a seconda che si presenti sufficientemente uniforme e costante, o, viceversa, mostri continue e marcate variazioni. Tali elementi manifesti della condotta e del comportamento di un soggetto possono essere osservati con accurate indagini sistematiche.

Carenze affettive

In Pedagogia Clinica sono intese come inadeguate opportunità che la persona ha nel soddisfare i propri bisogni. A seconda che si riferiscano alla famiglia, alla scuola, e alle relazioni sociali, le carenze affettive “ambientali” si considerano risultato di una mancanza o di rapporti nutrizionali che risentono di una scarsa accettazione, incomprensione, trascuratezza, richieste non appagate o perfino rifiuto. Esse sono capaci di generare comportamenti esasperati, un fondamentale disinteresse, indifferenza, e inespressività comunicazionale. A volte, quando si protraggono per molto tempo, possono originare anche vere e proprie distorsioni nelle relazioni.

Carezza

È il gesto compiuto sfiorando con la mano parti del corpo proprio o di altri, attuato con intenti positivi, negativi o manipolatori. Le carezze con intenti positivi sono gesti espressivi capaci di comunicare effetti stimolatori testimoni di attenzione, di affetto, di gioia, interpreti della conferma di presenza e di riconoscimento dell’altro, importante occasione per soddisfare, specie nel bambino, il bisogno di sentirsi, definirsi, e riconoscersi in un corpo a cui poi dare forma e contribuire così allo sviluppo della strutturazione dello schema corporeo, obiettivi che consolidano il rapporto e le intese. Per ciò i criteri che mobilizzano i rapporti interpersonali dovrebbero trovare alle carezze significativi spazi in ogni occasione educativa facendo transitare per questa via silenziosa, accettazione, amicizia, comprensione, affetto, contribuendo così a sviluppare la sicurezza e la necessaria autostima.