Daltonismo

Una delle forme più comuni di discromatopsia che consiste nella visione imperfetta del colore, o anche nella cecità a esso. È di natura prevalentemente genetica o può insorgere in seguito a traumi oculari.

Danza

Racchiude un linguaggio che si esprime nel movimento del corpo umano e diventa azione danzata seguita da intime esplicitazioni relazionali secondo un piano prestabilito o improvvisato. La musica e la danza si fondono per favorire dinamiche in un insieme di creazioni e composizioni, variazioni motorie e relazionali accompagnate da armonie e melodie coinvolgenti, espressione di sentimenti. Sulla danza si intessano significative esperienze che inducono la persona alla ricerca di coordinazioni efficaci, di posture plastiche, di orientamenti consapevoli e di movimenti di rotazione coniugati agli assi e ai piani, di equilibri stabili, rispetto dei tempi e degli spazi; il tutto realizzato attraverso l’aggiustamento globale, quel procedere per tentativi ed errori che risveglia il processo riflesso del Sistema Nervoso Centrale (SNC) alla base di una capacità adattativa esperienziale. Le azioni che si intrecciano e che esercitano ebbrezza muscolare consentono di affrancarsi e generare ampie vie di scambio relazionale, nonché uno sviluppo armonico tale da rendere significativo e autentico il modo di essere. La danza così intesa non poteva mancare tra le tecniche ausiliarie della Pedagogia Clinica e divenire parte integrante di progetti educativi rivolti ad accordare armonicamente l’energia dei moti al ritmo e a una fidata sintonia con il corpo, all’aggiustamento posturale e spazio-temporale, alla relazione e cooperazione.

Dare

Azione che rende efficace e legittima l’origine dell’educazione. In Pedagogia Clinica assume il significato di passare, trasferire agli altri, con disponibilità, cognizioni ed esperienze, porgere loro elaborazioni, spiegazioni su cui riflettere coinvolgendoli in relazioni utili a trovare insieme delle risposte. Un dare come “donazione”, consegna del capo della fune di un sapere, di nozioni e conoscenze proprie, in cura e in aiuto all’altro

Dattilopittura

Forma espressivo-artistica realizzata con colori atossici e ipoallergici adoperati con le dita delle mani per lasciare tracce in libertà con una o con ambedue le mani in modo alterno o simultaneo. Offre al soggetto occasioni per esprimersi con movimenti e azioni diverse, in una comunicazione pre o extraverbale ed è favorita dal Pedagogista Clinico® in atelier, concretizzata dal singolo o dal gruppo con esposizioni su grandi scenografie.

Decubito ventrale

La posizione prona di una persona. È ventrale quando la persona è distesa orizzontalmente con la parte anteriore in contatto con la superficie di appoggio. La posizione supina è opposta a quella prona ed è definita “decubito dorsale”.

Deduttivo

Tipo di ragionamento che consiste nel trarre, dall’analisi dell’universale, delle conseguenze particolari e giungere a una conclusione specifica di tipo pratico. Il metodo deduttivo, detto anche “a priori”, ovvero “da ciò che è prima”, procede dalle cause per risalire agli effetti e permette di prevedere fatti non osservati, stabilire delle correlazioni, delle conclusioni che ne escludono altre, oppure delle previsioni.

Deliberare

Prendere una decisione per i provvedimenti da attuare, a seguito di un dibattito e ad una approfondita valutazione.

Deliberazioni

Decisioni prese dopo maturo consiglio. Le deliberazioni utili per i provvedimenti da soddisfare negli interessi degli iscritti ANPEC vengono assunte dal Comitato Scientifico e sono quelle inerenti agli orientamenti tecnico-metodologici e di orientamenti per la ricerca. Deliberazioni vengono assunte anche dal Collegio dei Probiviri che ha facoltà di adottare, dopo apertura di procedimento disciplinare, sanzioni nei riguardi degli iscritti come disposto dal Codice Deontologico e dal Consiglio Direttivo Nazionale.

Denigrazione

Opera di svalutazione di una o più persone con critiche tali da offuscarne il valore. È certamente un criterio antipedagogico osteggiato dalla Pedagogia Clinica, che chiede invece di saper intervenire in aiuto, con l’intento di sviluppare quell’educazione che pratica azioni e comportamenti positivi e che si basa sulla cooperazione, sulla comunanza di forme e ideali sociali e spirituali evoluti. Questa scienza è, infatti, orientata a stimolare anziché reprimere le
immense possibilità che ciascuno ha di innalzare l’edificio della propria personalità, trovare in se stesso le risposte adatte per arginare e superare le difficoltà.