Eco posturale

È l’assunzione di una postura a eco, cioè uguale a quella di un’altra persona. Può dimostrare intesa, apertura alla conciliazione oppure opposizione per reazioni di profondo disagio.

Ecolalia

Ripetizione meccanica verbale dell’ultima parola, sillaba o parte di frase udita. Può presentarsi per regressione allo stadio dell’identificazione primaria o in soggetti con schizofrenia catatonica, accompagnata in tal caso assai spesso da aggressività, ecoprassie e stereotipie, o più semplicemente usta per aggettivare la parola nella memoria e agevolarne la comprensione.

Edipo (complesso di)

Racchiude i molteplici sentimenti che derivano dall’attaccamento erotico del bambino al genitore del sesso opposto e l’ostilità per il genitore dello stesso sesso. Nella bimba si osserva una situazione simmetrica (complesso di Elettra). Il complesso di Edipo non ha niente di patologico, costituisce un periodo evolutivo normale nella crescita psicologica del bambino dovuto a un’esigenza di una sessualità infantile. Verso i 4-5 anni egli è preso da un amore vivo per sua madre (la persona di sesso femminile per lui più degna di interesse e più vicina) e da aggressività nei riguardi del padre, che vede come un rivale felice, di cui ammira e invidia la potenza e le qualità. Il conflitto interiore che ne risulta si risolve, normalmente, con la repressione delle tendenze sessuali, fino alla pubertà e con l’identificazione con il padre; assimilerà la virilità e dipenderà sempre meno da sua madre. La non risoluzione del conflitto determina come conseguenza la nevrosi e certi tratti del carattere come l’ostilità diretta all’autorità, lo Stato, la Chiesa.

Edizioni Scientifiche ISFAR Firenze

L’attività editoriale della Casa Editrice ISFAR in questi ultimi anni ha dato vita ad una importante collana editoriale dal nome Biblioteca delle Professioni diretta da Simone Pesci. È in questa Collana che vengono editi volumi e strumentari esclusivi per i pedagogisti clinici.

Educare

Svolgere un servizio all’autonomia e alla crescita della persona e quindi alla sua libertà. L’impegno educativo impone alla scuola di superare l’idea che essa debba solo istruire in ordine ad una dinamica insegnamento-apprendimento sempre più centrata sul rendimento, sull’efficientismo, in prospettiva di una “precoce carriera”. L’obbligo è di educare l’allievo a “sentirsi” emotivamente, a percepirsi come individuo affinché possa esprimersi in maniera personale, in modo originale e creativo, con padronanza e consapevolezza del suo interiore, capace di convogliare la propria emotività verso la costruzione della
“identità” individuale. Educare vuol dire, sia per l’insegnante che per ogni altro soggetto educante, promuovere l’individualità della persona con processi vitali in quanto forma risolutiva dell’evoluzione dell’uomo, e perciò, per educare sono indispensabili esperienze orientate e sostanziate da tale principio.

Educare al segno grafico

Trova significato nell’ovviare alla ripetizione di esercizi richiesti all’allievo mentre rimane seduto davanti al suo banco e nello sviluppare la dialettica dell’esperienza in uno spazio di comunicazione adatto a garantirgli una maggiore accettazione dell’Io cinetico e cinesico, ritrovare un equilibrio psico-affettivo, il senso di liberazione e di spontaneità, la creatività e la curiosità, la gioia di vivere i rapporti sociali che consentono le realizzazioni socio-psicologiche necessarie allo sviluppo della personalità. Per permettere al bambino di raggiungere questa disponibilità alla vita e all’ambiente, la semiotica, come progetto di un metodo educativo, chiede di operare adeguatamente per la soluzione di un’ambiguità affettiva, e favorire rapporti sempre più autentici; si tratta di farlo muovere verso il superamento dei conflitti non risolti, raggiungere l’opportunità di un’espressione spontanea che lo può portare a soddisfare il desiderio di lasciare traccia. Per questo il soggetto dovrà vivere varie occasioni per la riconquista del piacere del toccare e dell’essere toccato, sentire il proprio corpo, la pelle, gli odori, estendere questo godimento alla riscoperta dello spazio per mezzo di sollecitazioni ritmiche e melodiche, del rumore-natura che permettono di rivelare il piacere della gestualità e della parola che accompagna, sentire così il gesto raccolto o conquistato come voluto e desiderato, ed avere il diritto, grazie all’implicazione personale dell’esperienza, all’espansione della sua risonanza affettiva. Per raggiungere questo obiettivo occorre garantirgli il recupero della corporeità e della propria topografia e geologia somatica, inoltre risvegliare il suo poliglottismo corporeo affinché possa prendere coscienza delle modificazioni e dell’immagine di Sé e conquistare un valido equilibrio psico-fisico-emozionale-affettivo e quindi una buona espressione segnico-grafica.

Educazione

Processo attraverso il quale si trasmettono valori morali e culturali per formare la personalità intellettuale e le capacità di comportamento sociale. Alla base della Pedagogia Clinica vi è un principio fondante: l’uomo è res sacra e va rispettata. Sostenuta dall’impronta ideale che non si può educare (educere) senza deducere, questa scienza propone un’educazione dell’essere umano che attinge alla sorgente operativa del bene, rivolta alla vita con l’intento di favorire l’accordo armonico tra pensare e agire. Nel realizzare tale obiettivo essa si avvale di diverse tecniche e metodologie (molte protette da marchio registrato), che basano i loro principi esclusivamente sul significativo valore educativo di ogni atto propositivo trasmesso e trasferito dalla professionalità del Pedagogista Clinico®. Per questo non è stato trascurato alcun aspetto del mosaico caratterizzante una globalità a cui egli si rivolge, alcune sono idonee al raggiungimento dell’autonomia e della coscienza di Sé, a sollecitare la conquista di un sano equilibrio e un sereno adattamento, altre si propongono di risollevare la persona dall’inadeguatezza mnestica, di ripristinare capacità e abilità espressivo-elocutorie, gestuali e organizzativo-corporee, fronteggiare i disordini grafo-segnici e sviluppare la creatività. Per dare risposte ai bisogni espressi dalla corporeità vengono inoltre utilizzati dei metodi obbedienti a un criterio dialogico-corporeo basato sulla tattilità, sulla contrazione e decontrazione muscolare, sulla mobilizzazione ritmica, con lo scopo di promuovere l’abbattimento tensionale e la ricerca di un contatto per conoscersi, riacquistare il benessere fisico e psichico e demolire il muro che isola dal mondo, esplorare il corpo e riscoprire nel piacere la propria topografia corporea. A tutto ciò si associano le metodologie miranti a modificare positivamente le abitudini, le regole di vita e il comportamento per raggiungere un’immagine positiva dell’Io e una nuova fiducia in se stessi, impulsi che aiutano il soggetto ad affrontare la propria realtà interiore facilitando l’affermazione progressiva della sua personalità. Vi sono inoltre le tecniche musicopedagogiche, in cui le sollecitazioni vibrazionali, ritmiche e sonore vengono utilizzate quale sapiente mezzo per far vibrare la gamma delle emozioni e dei sentimenti, favorendo nella persona nuove esperienze. Tali tecniche influiscono sui processi di identificazione, di proiezione e sulle modalità personali che risvegliano simboli dell’inconscio personale e assoluto e che possono dar vita a dialoghi interni e a sentimenti di partecipazione comune. Vengono impiegate per esplorare il mondo delle emozioni, dei desideri, dei fantasmi, per sollecitare abreazioni, il superamento delle difficoltà e modifiche comportamentali.

Educazione artistica

Si definisce “artistico” ogni prodotto estetico che nasce da un’intenzione comunicativa dell’arte. La Pedagogia Clinica si rivolge a orientamenti teoretici che pongono in rilievo gli aspetti comunicativi dell’arte, si tratta di teorie che mostrano come, al di là del risultato qualitativo legato al gusto e alla tecnica, ogni prodotto estetico equivale al bisogno di rendere partecipe al contenuto emozionale o fantastico, oltre che se stessi, anche altri interlocutori con i quali strutturare un sistema di relazioni.

Educazione corporea

Prassi idonea a favorire nell’uomo una padronanza dei propri gesti, spontanei e non, in modo da poterli usare come linguaggi di espressione e comunicazione; lo si aiuta quindi a sviluppare l’acquisizione di tale abilità affinché possa, nel rintracciare risorse e potenzialità, affermarsi, vivere positivamente l’espressione del suo corpo, accrescere la sua creatività in ogni tipo di attività espressiva (danza, disegno, canto, drammatizzazione, animazione, ecc.). Inoltre si espande la sua capacità di lettura del linguaggio delle immagini, che oggi è sempre più preminente rispetto al linguaggio verbale.

Educazione del linguaggio

Orienta su come procedere per sviluppare nell’individuo abilità espressivo-elocutorie e per fronteggiare difficoltà e disordini di questa modalità espressiva. In Pedagogia Clinica, essendo obbligati ad andare oltre ogni etichettamento classificatorio e attestazioni categorizzanti, viene chiesto al professionista di rimanere vigile di fronte al pericolo dell’assolutizzazione, della riduzione e della semplificazione. Egli si impegna a conoscere in modo duttile le condizioni che hanno determinato le difficoltà e ad apprendere il mutevole, perenne cambiamento che le accompagna. L’obiettivo per il Pedagogista Clinico® è l’aiuto alla persona, non rivolto a rimediare il disturbo dell’organo o l’alterazione di una sola funzione, ma a favorire, con un intervento inteso ad armonizzarne l’unità psicofisica, emotivo-affettiva e socio-relazionale, ogni sua estensione cooperativa e capacità di scambio multicanale.