Identità di genere

Dimensione soggettiva della caratterizzazione sessuale che si espone attraverso un processo evolutivo il cui esito è influenzato dalle funzioni biologiche, psico-affettive e socioculturali. Oggi non sono poche le persone che vivono di una persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico o comunque a quello assegnato anagraficamente alla nascita. A costoro la Pedagogia Clinica si interessa da tempo, e gli studi e le ricerche condotte fanno sostenere l’opportunità di non parlare di “disturbo” come descritto e catalogato tra le nosografie del DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), né di una diagnosi psicopatologica, bensì di prendere in considerazione i diversi percorsi di sviluppo. La ricchezza dei dati raccolti nell’analisi del processo di dislocazione affettiva e del consolidamento dell’identità di genere, hanno contribuito a comprendere come esse siano correlate a tracce di imitazione nelle varie occasioni di relazione suffragate dal sentimento, dal desiderio, influenzate da fattori ed eventi psicologici, input individuali e sociali. In particolare, si è potuto notare che l’identità di genere è dipendente dall’escursione del comportamento appreso e sperimentato, dai modelli emulativi proposti, dall’esperienza di ciò che astraiamo, elaboriamo e definiamo, ed è comprovato che è congiunta al complesso schema di idee e di valori, alla ricchezza di emozioni, di stati d’animo e di sensazioni legate alle circostanze e alle esperienze personali, capaci di motivare e sostanziare l’agire e l’essere; una realtà soggettiva il cui assetto non trascura la dinamica individuale nel gruppo, la percezione che il soggetto ha di se stesso e dei suoi ruoli nell’ambiente sociale. Ai rigidi modelli, alle tenaci tradizioni e agli inossidabili stereotipi che influenzano fortemente l’evoluzione, la maturazione e l’esercizio di un’identità sessuale, occorre anteporre l’equazione che consente di dare solidità alla piattaforma dei fondamenti su cui l’individuo si costruisce, si progetta, si fa persona.

Ideogramma

L’ideogramma utilizzato in Pedagogia Clinica illustra graficamente la complessa articolazione operativa del Pedagogista Clinico®; fissa e rappresenta, gli aspetti caratteristici dei diversi percorsi di verifica delle PAD e di intervento a seconda che si tratti di soggetti nell’età degli apprendimenti scolastici, di adulti, di coppie e di gruppi.

Idrocefalia

Aumento del liquor cerebro-spinale nei ventricoli e negli spazi subaracnoidei, che si dilatano. Cause di idrocefalia infantile possono essere malformazioni cerebrali che ostruiscono le vie liquorali, infezioni cerebrali fetali e neonatali, meningite nel periodo postnatale. L’aumento della pressione liquorale, oltre alla progressiva dilatazione dei ventricoli cerebrali, provoca anche un aumento di volume del cranio in quanto elastico, perché ancora le ossa craniche non si sono saldate e persistono le fontanelle. La cura, in questi casi, consiste in una derivazione liquorale esterna che drena il liquido in eccesso nella cavità cardiaca (derivazione ventricolo-atriale) o nella cavità addominale (derivazione ventricolo-addominale). L’intervento di aiuto offerto dal Pedagogista Clinico® può orientarsi, avvalendosi dei metodi e delle tecniche che fanno parte del suo bagaglio professionale, a favorire, nel soggetto l’armonia col proprio corpo e la tolleranza della valvola, e nella famiglia l’impegno a promuovere l’autonomia