Labirinto

Percorso complicato per mettere alla prova la persona che, appellandosi ad abilità complesse deve individuare l’uscita da quell’intrico di vie in cui è assai difficile orientarsi. La Pedagogia Clinica si serve dei labirinti per favorire l’apprendimento e la memoria e con il metodo LabyrintWay© sviluppare, oltre ai potenziali apprenditivi, la sicurezza e la determinazione verso promozioni di successo

Labirinto di parole

Espressione utilizzata per evidenziare quanto il verbalismo linguistico possa, più di ogni altra cosa, complicare, disorientare, sconvolgere e perfino ferire una persona. Di conseguenza coloro che per un intervento di aiuto indulgono all’utilizzo delle parole come garanzia di successo, non considerano che possono essere recepite in modo da far nascere perplessità, insicurezze e perfino pesanti stati angosciosi che potrebbero portare la persona a reagire mettendo in moto meccanismi di difesa, a scapito ovviamente, di qualsiasi positiva evoluzione

LabyrintWay© (metodo)

Si avvale di percorsi labirintici che devono essere seguiti lasciando all’interno dell’intricato cammino una linea con strumenti traccianti differenti e di colori diversi, procedendo lentamente per consentire una ricca impressione appercettiva e una significativa produzione immaginativa, evocatrice di contenuti profondi. Grazie al LabyrintWay© è possibile divenire strateghi e tattici ed imparare a tollerare le incertezze, a riflettere con senso critico, a sfruttare in modo dinamico tutte le idee e le possibilità che vengono offerte e, nel trovare la soluzione, sviluppare quel senso di soddisfazione per il successo che inevitabilmente incrementa la fiducia in se stessi.

Approfondimenti:

 

Lallazione

Fase dello sviluppo del linguaggio infantile, contemporanea al grido, al pianto e ai suoni gutturali, al sorriso, lo sguardo, i vocalizzi e la mimica. Il Pedagogista Clinico®, impegnato negli incontri sulla genitorialità e/o nella formazione degli educatori degli asili nido, richiama e riconosce le emergenze individuali, gli stati di necessità, gli scopi da raggiungere e sa come attivarsi per garantirli. Si tratta di specifiche ed efficaci attenzioni che sono rivolte a sollecitare e rinforzare nel bambino il desiderio attivo per porsi in relazione con l’ambiente utilizzando ogni contorno intonazionale, e di scambi ottenuti con dialoghi proto-conversazionali accompagnati da gesti e azioni.

Latenza (periodo di)

Va dai 6 anni alla pubertà. Durante questo periodo l’impulso sessuale sembra essersi calmato. Secondo la psicanalisi, il periodo di latenza sarebbe caratterizzato da un equilibrio emotivo e affettivo del bambino e da una rimozione relativa alla vita sessuale infantile. In realtà la ricerca conferma che nella società attuale questa eclissi non è più così presente. Una volta che i bambini sono liberi dall’obbligo di dimenticare le caratterizzazioni sessuali precedenti e sono partecipi di un ambiente non più inibitorio, anche l’evoluzione dei caratteri sessuo-affettivi è conseguente.

Lateralità

Capacità di individuare e differenziare la destra e la sinistra sul corpo proprio e nell’uso abituale di un occhio, una mano, un piede, un orecchio posti sullo stesso semisoma. La lateralità si organizza fin dai primi mesi di vita e si conclude intorno ai 6-8 anni. All’età di 5-6 anni, alcuni bambini non sono ancora ben lateralizzati e ciò imporrebbe di approfondire le cause che sono alla base di tale incertezza. La lateralità è strettamente legata al vissuto corporeo e alla maturazione del sistema nervoso che permette una differenziazione funzionale dei due emisferi cerebrali, uno dei quali diviene dominante rispetto all’altro (dominanza laterale). L’espressione di una dominanza laterale non ben strutturata ci proporrà un soggetto disarmonico, incapace di possedere un’immagine definita del proprio corpo, con un’insufficiente spazialità e temporalità e una ridotta capacità somato-percettiva necessaria al gusto del vivere con efficienza e del comunicare.

Lavagna concava

Lavagna semicilindrica di un’altezza superiore all’espansione del braccio in alto, utilizzata nel metodo WritingCodex® per il recupero di soggetti con difficoltà di scrittura. Si tratta di una tecnica innovativa che richiede alla persona esperienze motorie e relazionali efficaci; coordinazioni, posture plastiche, orientamenti consapevoli e movimenti di rotazione coniugati agli assi e ai piani che aiutano a definire una coreografia adatta a descrivere con il vissuto tridimensionale, anche la parte posteriore del corpo, e a promuovere esposizioni segniche sulla lavagna a mezzo di strumenti traccianti.

Leadership

Funzione esercitata in una relazione sociale dal leader, da una classe leader o da una professione leader. La leadership esiste in un gruppo ogni qual volta le sue norme e la sua struttura permettono che le particolari abilità e risorse di uno o di altri membri vengano utilizzate nell’interesse di molti o di tutti. Dalla tipologia della leadership di tipo autoritario oppure laissez-faire o dimissionario, cooperativo, o di chi manovra o influenza gli altri indirettamente, si distingue la leadership raggiunta da una categoria professionale che, nel credere nella propria forza e coesione è capace di soddisfare le esigenze di equilibrio e di benessere dei membri di una collettività.