Obesità

Condizione caratterizzata dall’eccedenza di peso corporeo rispetto ai valori medi di riferimento assegnati a un soggetto in relazione all’età, al sesso e alla costituzione fisica. Può essere causata da iperalimentazione reattiva a eventi emozionalmente stressanti come lutti, incidenti, operazioni chirurgiche, da un effetto indesiderato di un trattamento a lungo termine con psicofarmaci (obesità indotta da farmaci), da disagi psico-affettivi o da un esagerato apprezzamento soggettivo delle dimensioni corporee a causa dell’inizio di una dieta, che a sua volta dà luogo a sintomi affettivi minori quali ansia, irrequietezza, astenia, irritabilità, o, più raramente, a sintomi depressivi (depressione da dieta). La persona obesa sopperisce spesso col cibo a questi come a molti altri problemi della sua esistenza. Soprattutto ama i dolci e ne consuma sia a digiuno che dopo i pasti. Ma per ingrassare non è sempre necessario fare delle grandi abbuffate. Il soggetto può mangiucchiare consumando piccole quantità di alimenti, in prevalenza caramelle, cioccolatini, gelati, cercando così di appagare il continuo stato di tensione interna. Vengono messi in atto tentativi di mitigare gli effetti ingrassanti del cibo mediante il vomito autoindotto, l’abuso di purganti, periodi alternati di digiuno, l’uso di farmaci anoressizzanti, estratti di tiroide, diuretici. C’è sempre un terrore morboso per la pinguedine, la persona fissa per se stessa un limite ben definito di peso molto al disotto del peso ottimale, reclama un’attività di sostegno affettivo, una valorizzazione e un rassicurante rapporto personale. In continua attesa di stimoli a una partecipazione attiva vive in un desiderio costante di essere accettata; un modo di essere e di esistere che impone un’ampia attenzione educativa.

Obiettivi

Criterio di suddivisione di un intervento. Si distinguono obiettivi generali e specifici. Tale suddivisione non è condivisa dalla Pedagogia Clinica che considera ovvio l’obiettivo generale. Per esempio, per un soggetto che ha difficoltà logico-matematiche è lampante che l’obiettivo sia quello di promuovere le abilità logico-matematiche. In quanto a quello specifico, trova occasione di rammarico per il riduzionismo alle settorialità che la Pedagogia Clinica contrasta fortemente, opponendovi il concetto di globalità della persona.

Oggettivazione

Processo elaborativo con cui si traducono in forma concreta e chiara o in immagini, atti e contenuti psichici, pensieri e fantasie.

Olfatto (edonica olfattoria)

È il materiale vedetta della psiche. Le senso-percezioni olfattive sono mezzi di salvaguardia e guida che favoriscono informazioni utili e danno sapore alla vita. L’edonica olfattoria comprende il complesso di processi attentivi, associativi, immaginativi e mnemonici utili alla selettività, alla determinazione, intensità e resistenza di un odore, alla classificazione, all’astrazione, alle percezioni spaziali, spazio-temporali e ritmiche; processi intellettivi necessari per lo strutturarsi di capacità psicofisiche e relazionali, utili alla espressione e alla comunicazione. Sono sensazioni che integrano specie la nostra vita affettiva con apporti ricchi e spontanei, organizzati in decorazioni olfattive che possiamo definire “colorate”, capaci di aumentare il piacere del vivere quotidiano.

Omosessualità

Termine con cui si definisce la tendenza a rivolgere il desiderio sessuale o l’attrazione sentimentale verso persone dello stesso sesso, maschile o femminile. Gli aggettivi più comuni utilizzati per il distinguo sono “lesbica” per le donne e “gay” per gli uomini. Omosessuale è colui che si sente eroticamente attratto da persone dello stesso sesso, sostenuto da orientamento sessuale per attrazione affettivo-psicologica. L’omosessualità è comune fra uomini e donne di diverse culture e statisticamente assai frequente, collocata nel continuum etero-omosessuale della sessualità umana. Le cause sono ancora quasi del tutto da chiarire, e la ricerca si presenta ancora lunga e complessa prima che possano essere date delle risposte esaustive. Freud, Jung e Adler consideravano l’omosessualità una patologia, ma a oggi non esiste nessuna prova scientifica a sostegno di tale visione e il termine “omosessualità” è scomparso dai manuali psichiatrici delle malattie mentali. Del pari è stato confermato che non esiste alcun gene dell’omosessualità che costringa una persona a essere tale. Molti studi hanno dimostrato che l’orientamento omosessuale è legato a una serie complessa di cause e di fatti accaduti alla persona durante l’infanzia e l’adolescenza, dinamiche affettive con i genitori, esperienze e iniziative premiate o disincentivate o punite, un’evoluzione psicosessuale e relazionale frenata o inibita.

Onicofagia

Abitudine compulsiva che porta bambini e adulti a rodersi le unghie, a mangiare penne e matite. Il DSM5 la classifica come un disturbo del controllo degli impulsi, mentre l’ICD 10 la inserisce tra gli altri disturbi specifici del comportamento e delle emozioni che si presentano classicamente durante l’infanzia e l’adolescenza. Gli interventi sintomatologici seguiti sono in gran numero sia che impediscano o che tendano a far disimparare tale abitudine. Il Pedagogista Clinico® si promuove per individuare le necessità derivate da una situazione di ambiente e di relazione; una complessità che chiede di non limitarsi a curare il sintomo, ma coinvolgere la persona in esperienze capaci di risvegliare ogni sensazione di piacere e ritrovare una diversa disponibilità.

Ontogenesi

Insieme dei processi mediante i quali si compie lo sviluppo fisico e mentale dell’individuo. Per mezzo dell’informazione codificata nel patrimonio genetico (che presenta caratteristiche peculiari che differenziano ciascun essere vivente dall’altro), attraverso una costante evoluzione, si compie lo sviluppo. Ha inizio con la segmentazione dell’uovo, si conclude col divenire adulto.

Oppositivo

Soggetto che presenta un comportamento negativistico, provocatorio con ostile perdita di controllo, spesso derivato da una bassa soglia di tolleranza alle frustrazioni, che può comportare una significativa compromissione del funzionamento sociale, scolastico, o lavorativo. La condotta oppositiva è caratterizzata da frequente insorgenza di almeno quattro comportamenti, fra cui andare in collera, litigare con gli adulti, sfidare attivamente o rifiutarsi di rispettare le richieste e le regole dell’adulto. L’oppositivo si presenta suscettibile, si mostra arrabbiato, rancoroso, dispettoso e vendicativo, irrita deliberatamente le persone, le accusa per i propri errori o il proprio cattivo comportamento.

Organizzazione Grafo-Percettiva© (Test di)

Strumento atto a rilevare dalla copia di figure l’abilità grafo-motoria, visuopercettiva ed emotivo-relazionale che offre al Pedagogista Clinico® la possibilità di ipotizzare un certo grado di sviluppo cognitivo; ma ciò che più conta per il Pedagogista Clinico è poter osservare non solo il prodotto finale, bensì anche seguire attentamente il soggetto durante l’esperienza e analizzare ogni sua manifestazione nel corso della realizzazione segnica. L’osservazione permetterà di evidenziare la prensione dello strumento tracciante, la strategia motoria adottata, la velocità di esecuzione e il tratto grafico; di focalizzare le disarmonie motorie e percettive, i disordini organizzativo-spaziali; di rilevare il modo in cui viene realizzata una linea retta o sono costruiti gli angoli; di verificare i rispetti dell’orientamento posizionale delle figure o la loro esecuzione speculare. Dato che si tratta di esperienze centrate sul grafismo, molto sensibili alle inibizioni, il Pedagogista Clinico non può trascurare che, oltre alle possibili difficoltà cognitive, elaborative e percettivo-motorie, i ritardi grafo-motori possono essere in rapporto alle perturbazioni emozionali; una importante carenza affettiva o una rottura di relazioni significative possono portare infatti ad un deficit dello sviluppo posturale, dello sviluppo oculo-motorio o ad altre carenze delle strutture funzionali.

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