PAD

Acronimo di Potenzialità, Abilità e Disponibilità, copyright ISFAR. PAD è il complesso di aspetti su cui si basa la verifica che il Pedagogista Clinico® fa per conoscere la persona; uno studio dinamico complesso che, in opposizione alla concezione patologico-terapeutica che si orienta invece alla raccolta di dati per la scelta di un certo quadro sindromico definito da una classificazione nosografica etichettante, dà modo di formulare una definizione positiva. Per questo la verifica delle Potenzialità, Abilità e Disponibilità (PAD) in orientamento ad un’ottica di conoscenza globale desunta da un insieme di molteplici processi di analisi si rivolge a particolari aspetti della persona, dall’Analisi Storica Personale all’analisi dell’autonomia e coscienza di sé, dall’analisi dell’espressività grafica e cromatica a quella dell’espressività verbale e motoria, dall’analisi delle abilità e disponibilità ad apprendere all’analisi desunte da ulteriori strumentari conoscitivi.

Palla

Oggetto ricercato e lodato in ogni civiltà. Come semplice strumento di gioco, la palla ha allietato fino dall’antichità il bambino e l’adulto e ha riscosso ammirazione da parte di artisti e poeti. È senz’altro fuori di dubbio che il rapporto dell’uomo con la palla soggiace a certe regole misteriose e affascinanti. Al di là del suo significato ovvio e immediato, oltre al suo valore fisico, corpo di figura rotonda, sferoide, la palla rimanda a un aspetto più ampio, a un valore magico e archetipico. L’uomo, con la sua tendenza all’attività simbolizzante, trasforma inconsciamente in simboli le forme o gli oggetti, ai quali viene così riconosciuta la rappresentazione simbolica dell’ordine e del significato della vita che determina il restauro del perduto equilibrio spirituale e riconduce la persona verso l’armonia con se stessa e con il cosmo. Anche in Pedagogia Clinica si è voluto tenere conto della valenza di questo particolare oggetto che ne caratterizza e sostanzia i principi nel metodo Touch-Ball®, integrati dai significati simbolici dell’acqua contenuta nella palla vibrocromatica e dell’Iron-Ball, altra sfera che fluttuando all’interno emette suoni e vibrazioni rivolte a garantire un molteplice effetto stimolante.

Palla Vibrocromatica (Brevetto)

Particolare palla coperta da brevetto, usata nel metodo Touch-Ball®. Essa ha la funzione di stimolazione tattile ed è costituita da un corpo sferoidale in materiale relativamente cedevole ed elastico, con una superficie esterna levigata e cromatica e internamente una cavità parzialmente riempita di liquido in cui si muove liberamente un Iron Ball o sfera della salute di Baoding. Sfera, acqua, suono e colore sono gli elementi simbolici che impreziosiscono e determinano la palla vibrocromatica che diviene strumento idoneo a far riscoprire all’individuo la propria somaticità, liberandolo dalla repressione e
facendogli acquisire un maggiore controllo e la conoscenza del proprio schema corporeo. In tal modo la persona raggiunge la coscienza di un’immagine perfetta di , di un corpo che sia il proprio corpo, nonché la forza, la volontà, la disponibilità ad aprirsi verso nuovi orizzonti di piacere, di benessere, verso rinnovate potenzialità per proporsi a una vita di relazione regolata.

Paralinguistica

Emissione di suoni vocalici e strumentali con cui si accompagnano le espressioni comunicazionali. È un canale di comunicazione non verbale che interessa una varietà di fenomeni informazionali, tra cui: le qualità vocali e le vocalizzazioni, i caratterizzatori vocali (riso soffocato o represso, sussurro, grido, borbottio, gemito, lamento, spezzatura della voce, sbadiglio…), i qualificatori vocali (diverse intensità e altezze dei suoni) e i segregati vocali (quel complesso di suoni che modulano e accompagnano le emissioni fonetiche, come le nasalizzazioni, le inspirazioni, i grugniti, gli “uhm” di commento e d’interiezione, i rumori della lingua e delle labbra). Alla paralinguistica non sfuggono inoltre l’uso del volume, i toni privilegiati, la ricchezza o la povertà timbrica, la dolcezza o la durezza dell’attacco, la velocità dell’eloquio e la distribuzione delle pause respiratorie. Attraverso il patrimonio paralinguistico è possibile offrire alla persona sollecitazioni attivizzanti, stimolanti sensazioni di piacere, di agio o di disagio, di freno o di incitamento; una comunicazione analogica che si somma alla già ampia opportunità della linguistica, largamente utilizzata dal Pedagogista Clinico®.

Parete attrezzata

È la più grande parete del set del Pedagogista Clinico®, su cui poggia un pannello ligneo come truciolare ricoperto da uno strato protettivo bianco di finitura esterno detto overlay. Un laminato che resiste molto bene a pennarelli con inchiostro a base di chetone che, cancellato non lascia alone. Il pannello deve essere alto almeno 2,30 metri per almeno 3 metri. Sulla parete, stando in piedi, si possono realizzare un’infinità di esperienze derivate dalle tante tecniche che supportano i metodi della Pedagogia Clinica. È uno spazio su cui l’andamento del tracciato, l’orientamento, le dimensioni, i codici di alternanza, movimenti geometrici o ondulatori, trovano posto destati da simpatia e sentimenti di piacere. La parete attrezzata offre occasioni per catturare e dirigere l’attenzione, radunare, separare o allineare tracciati che rappresentano movimenti ritmici, dinamiche in un insieme di creazioni e composizioni, impulsi motori accompagnati da espressione di sentimenti.
La parete attrezzata espone e rappresenta esperienze sinergiche, è evocazione testimone di gesti e movimenti affettivo-figurazionali. Favorisce la valorizzazione del potenziale funzionale inattivo, la modifica del sistema relazionale-corporeo, la creazione dei meccanismi di controllo del corpo e di orientamento e organizzazione spazio-temporale, l’influenza sui modi di percezione e soprattutto di apprendimento delle afferenze emozionali. È uno spazio che accoglie espressioni segniche della dinamica respiratoria, della voce cantata, del Bon Geste, del Punto Egoico, i lanci e segni del Codice Gestuale Corporeo, un notevole numero di movimenti, realizzati con atti coordinati o dissociati di singoli settori. Gesti armoniosi, scattanti, aggressivi, ritmici che si esprimono come parole dal contenuto personale.

per approfondimenti:
PROFESSIONISTA CHE UTILIZZA LA PARETE ATTREZZATA

Parola

Patrimonio comune dei parlanti che li rende capaci di realizzare un discorso, un loqui cum, un parlare con qualcuno. Soddisfa il bisogno che l’uomo ha di esprimersi e di comunicare con i propri simili. Dal nucleo alla frase, soggetto e predicato, con l’aggiunta di altre parole e concatenazioni grammaticali si può creare ogni possibile espressione fino a originare un frasario ricco e variabile. Un edificio complicato in cui ogni parola ha un effetto, richiama in colui che ascolta qualcosa di preciso e determinato, esprime ciò che ha in colui che parla; permette sia a chi parla, sia a chi ascolta, di immaginarla come qualcosa di oggettivamente esistente. Ma spesso si abusa delle parole, le si sprecano, le si usano a vanvera e senza sosta per raccontare, discutere, convincere, criticare, giudicare, curare. Tale dominio incontrastato del linguaggio verbale è riscontrabile anche nelle esperienze di aiuto alla persona, le quali finora hanno trovato prevalentemente fondamento nell’enfatizzazione della parola, che ha portato i terapeuti a privilegiare il codice vocale-uditivo e a pensare che nei filtri della parola stessa si potessero rintracciare i mezzi per aiutare l’individuo. Ancora oggi si ritiene che lo scambio verbale tra terapeuta e paziente, se massicciamente utilizzato, sia capace persino di ricostruzione del pensiero. Ci sono operatori che, come archeologi, scavano attraverso la parola e che in ragione di una relazione basata sull’alternanza verbale degli interlocutori credono sia possibile realizzare nel paziente un idoneo cambiamento. Utilizzano parole per persuadere o dissuadere, parole di esortazione o consiglio, di rimprovero, per mostrare a qualcuno il proprio torto, oppure di raccomandazione, si adotta un parlare prosastico o vibrato allo scopo di scuotere gli animi mediante l’abuso di domande e risposte simili a catechismi.

Passione amorosa

Amore oblativo che implica generosità e condivisione, in grado di mobilitare le energie più riposte dell’individuo. È una relazione emotiva salvaguardata da indispensabili elementi come l’unicità, una sufficiente quantità di energia, il bisogno di tempo per i rituali del corteggiamento, la disponibilità al dare, il petting, la fiducia anziché diffidenza e sospetto. È una forza impalpabile, così universale, da coinvolgere sensazioni, emozioni e immaginario.

Paura

Rappresentazione dell’inadeguatezza dell’essere umano di fronte a se stesso, agli altri, agli elementi naturali, all’irrazionale, allo sconosciuto, all’inspiegabile archetipico. La rappresentazione emotiva del linguaggio della paura si presenta con delle condotte che vanno dalla timidezza e dal timore alle insicurezze, a fobie, a forme d’ansia e nevrosi d’angoscia. È un argomento complesso, che quasi sempre affonda le radici nella dimensione e nell’esperienza personale e sociale dell’individuo, ma che può trovare anche nella realtà interna, nel mondo dei sogni, negli spiriti dei morti, nei demoni, nelle streghe, importanti effetti di turbativa. Nell’ambito più archetipico e irrazionale della paura, uno dei terrori più intensi che ha popolato l’inconscio universale è sempre stato quello suscitato dal calar della notte, oscurità che potenzia la precarietà fisica e psichica.

PDP

(vedi Piano Didattico Personalizzato