Prassie

Capacità di eseguire una serie più o meno complessa di atti motori coordinati che si concretano in un’azione finalizzata e significante. Si estrinsecano attraverso 3 livelli: l’idea del movimento da eseguire per raggiungere lo scopo che equivale a “cosa fare”, la formulazione del piano per realizzare la finalità che equivale a “come fare”, e l’esecuzione degli atti motori sequenziali coordinati necessari all’efficacia del movimento.

Prattognosie

Termine della neuropsicologia che indica e descrive la conoscenza (gnosia) di movimenti globali e segmentari coordinati (prassie, ossia azioni) teleologici e pragmatici.

Prensione

Funzione della mano finalizzata a prendere, afferrare o stringere. È già presente alla nascita, la mano è chiusa a pugno, con pollice addotto sotto le altre dita, è un riflesso innato di presa per contrazione istintiva dei muscoli flessori che permette al bambino piccolo di afferrare con chiusura a pugno qualsiasi cosa venga appoggiata sul palmo della mano. Il riflesso è preparatorio alla prensione tonica, momento in cui egli afferra gli oggetti, tocca a vicenda le dita e intreccia le mani con movimenti ampi e simmetrici. L’evoluzione della prensione raggiunge quindi l’abilità cubitopalmare, poi palmare, a pinza pollice-indice e radio-digitale; fra i 2 e i 3 anni ogni dito diviene capace di funzioni isolate, è possibile l’afferramento tra pollice e bordo mediale dell’indice, successivamente si affina pollice-indice-medio. La prensione giungerà a maturazione quando saranno raggiunti una valida identificazione e il riconoscimento digitale. L’abilità a differenziare le dita si sviluppa seguendo un ordine abbastanza definito. Si localizzano dapprima il pollice e il mignolo, poi è la volta dell’indice che viene differenziato dal terzo e dal quarto dito, medio e anulare sono gli ultimi a venire identificati. Per raggiungere la prensione è richiesta un’attività neurofisiologica molto complessa che implica una maturata motricità fine e prassica derivata dal tono muscolare di avambraccio, polso e mano. La prensione dello strumento tracciante con un’equa distribuzione tonica, una migliore organizzazione della mano in scioltezza, agilità e rapidità, viene raggiunta tra i 7 e i 12 anni di età; segnale indispensabile per evitare ogni anticipata dichiarazione di difficoltà grafica.

Preparazione metodologica

Il Pedagogista Clinico è uno specialista la cui preoccupazione metodologica, che caratterizza la preparazione professionale offerta e garantita dalla formazione, è ampiamente soddisfatta, cosicché la professione che non scinde dalla competenza tecnica, è una vera e propria attività di esperto. Nel procedere in questa formazione, nel tempo si è fatta strada sempre più l’idea della necessità di una seria preparazione metodologica, di un possesso critico e personale dei mezzi e degli strumenti occorrenti per dare vita a una proficua azione di aiuto. Non una simulazione né una preparazione ridotta a nozioni generiche e schematiche, prive di valore problematico che non darebbero al Pedagogista Clinico® alcun criterio di orientamento per affrontare con successo i compiti della pratica educativa, bensì un’effettiva preparazione professionale affrontata da un punto di vista unitario che trova appoggio in metodi efficienti. Alla teoria rettamente intesa, forza di pensiero, capacità di porsi i problemi con profondità e rigore, si aggiungono concetti chiari e metodologie proficue, la conoscenza delle caratteristiche delle persone e l’abilità nell’utilizzare a loro vantaggio tutti i metodi e tutte le tecniche di cui si deve sapere come e per quale fine adoperarle

Prerequisiti

Condizioni dominanti per qualsiasi conoscenza ed esperienza al fine di realizzare senza difficoltà l’apprendimento. Si sostanziano di abilità nella discriminazione visiva e uditiva, nel coordinamento oculo-motorio, lateralizzazione, strutturazione spaziale e temporale, buona coscienza e strutturazione dello schema corporeo, abilità ritmico-respiratoria, attentiva, mnestica ed espressivo-elocutoria, potenziale intellettivo, equilibrio psico-affettivo emozionale e disponibilità nelle relazioni.

Presa di coscienza

Passaggio alla coscienza chiara e distinta di ciò che, fino a un certo momento era automaticamente o implicitamente vissuto. La coscienza si pone in ragione inversa all’automatismo, perciò tanto più viene accentuato o prolungato quest’ultimo, tanto più la presa di coscienza è difficile. Ossia, ciò che ci è più familiare spesso è meno conosciuto. La presa di coscienza è una legge fondamentale della condotta e può essere soddisfatta sollecitando esperienze basate sul contrasto, il cambiamento o la necessità.

Prescrizioni

Stabilire con una disposizione un intervento, spesso settoriale, su un soggetto. Ciò si concretizza quando, a seguito di disturbi riconosciuti alcuni specialisti forniscono prescrizioni sui singoli procedimenti tecnici da seguire in un intervento; unicizzate le necessità, a ciascuna si dà una specifica risposta. Il soggetto non ha abilità nella percezione di grandezza, di direzione e orientamento? Si provveda con attività grafica graduata di rette, curve e figure con linee miste! Non ha un’adeguata coordinazione? Si intervenga con esercizi che implichino un moto coordinato! Una ricetta per tutto e per tutti, dei vademecum che lasciano credito all’antidoto. Si tratta di risposte tese ad agire su un corpo come oggetto passivo e alla ricerca di un risultato senza valore di messaggio, una semplice dinamica funzionale caratterizzata da meccanismi di feedback, da output motorio e input sensitivo, da un loop cibernetico nell’esclusivo interesse della sola qualificazione funzionale, per raggiungere un gesto non espressivo, non tradotto da soggettività, come se non fosse agito da un soggetto comunicante.

Prevenzione

Insieme di azioni finalizzate a impedire o ridurre, nel rispetto della persona, il rischio o la probabilità che si verifichino conseguenze negative ed eventi non desiderati. La prevenzione si realizza tramite una Pedagogia Clinica sostenuta da nuove tecnologie, basata sulla partecipazione, indirizzata verso le cause, collegata a un progetto razionale di trasformazione della società e di valorizzazione del singolo uomo, tendente perciò a ridurre i bisogni sanitari per agevolare prevenzioni, recuperi di energia e capacità vitali. Si tratta di prendere coscienza di una realtà per modificarla, impegnarsi coscientemente in una lotta necessaria ad offrire nuove e più favorevoli possibilità di rapporto, nuove stimolazioni e nuove prassi educative.

Priming

Il Priming è un innesco, sistema di riconoscimento delle forme. Viene anche definito “sistema di rappresentazione percettiva” e consente di completare un disegno visto in precedenza a partire da alcuni tratti essenziali. Alla persona o al gruppo vengono offerte in visione delle immagini in priming mentre si trova seduta o sdraiata, e si chiede di configurarle in immagini visive complete. Le figure possono essere offerte in un ordine di difficoltà crescente