Radici scientifiche

I Pedagogisti Clinici per individuare le conoscenze che sostanziano i principi della loro scienza si sono spinti assai lontano. Al fine di rintracciarne le radici scientifiche hanno svolto un lavoro di vera ricerca epistemologica sull’educazione, un educere, un tirar fuori, una profonda elaborazione che ha permesso lo studio del fatto educativo, dello scopo dell’educazione e la sua realizzazione. Inoltre hanno approfondito gli studi sui diversi metodi conosciuti per orientarli e coniugarli a una specificazione di validità scientifica della Pedagogia Clinica rivolta al conseguimento di un armonioso sviluppo globale della persona.

Recitazione teatrale

Arte del porgere, saper regolare destramente le differenti modulazioni della voce per una declamazione che è affidata all’arte del leggere e del parlare. La lettura di un componimento teatrale il cui motivo è lo studio, il divertimento e la curiosità, è intessuta da aspetti prodromici per migliorarsi nel processo decodificatorio ed espressivo poiché originato dai diversi stili adattati ai personaggi creati dall’autore.

Reflecting® (metodo)

Il metodo, contrapposto alla maieutica socratica della sola parola, si configura come nuovo aiuto maieutico che permette di vincere gli ostacoli, maturare autonomamente, intraprendere un percorso di conoscenza e consapevolezza di : un “travaglio” assistito da una “levatrice” che, in alternativa all’abuso della parola, incoraggia la riflessione con una semiologia universale, con cui veicola e fa giungere alla persona stimoli e segnali sollecitatori per dare avvio alla riflessione. In Pedagogia Clinica il metodo viene utilizzato in tutte quelle occasioni di scambio comunicativo con singoli, coppie e gruppi per promuovere una riflessione sui modi di affrontare alcuni eventi di vita, sviluppare una evoluzione positiva ed elaborare in se stessi risposte vantaggiose. A seguito di una intesa tra l’ANPEC e l’ISFAR che ne detiene il marchio, il Pedagogista Clinico® assume il metodo Reflecting durante la formazione per la professione, con incontri interattivi in aula su base teorico-tecnica e performance esperienziali. Dalle basi teoriche sull’identità epistemologica e i principi ispiratori di Guido Pesci che l’ha ideato, gli incontri si inoltrano nella pratica della “Nuova Maieutica”, nella semiologia corporea, nella linguistica funzionale, tonematica dialogica, scenografia espressiva fino alla scoperta delle dinamiche relazionali. Codici semiologici, contenuti espressivi e comunicativi, movimenti espressivi e lemmi dichiarativi che rendono il Pedagogista Clinico capace di idonee sollecitazioni a far rintracciare nella persona informazioni utili per riconquistare nuovi equilibri, promuovere valide abilità nei rapporti interpersonali e aprire la strada al cambiamento.

Regressione

Ritorno della persona a momenti superati del suo sviluppo. È un processo che consiste nell’assunzione, per un tempo più o meno lungo, di atteggiamenti e di comportamenti caratteristici di un livello inferiore dal punto di vista della complessità, della strutturazione e della differenziazione. Non implica il ritorno a una condotta anteriore, ma a uno stato di minore maturazione, a un agire in modo tipico di un individuo più giovane. Essa si verifica quando la persona trova ostacoli troppo forti e gli sforzi vengono gravemente frustrati. Quando una frustrazione è imposta dall’esistenza, si manifesta per esempio nel bambino con l’enuresi o la ricomparsa del linguaggio infantile, e nell’adulto con una fuga dalla realtà.

Relazione

Impegno e ruolo assunti nella comunicazione tra una o più persone nella comunicazione. Rappresenta l’occasione, per la persona, di manifestare la propria presenza, sviluppare l’identità personale, offrire esperienze che suggeriscono proposte, avviare momenti interattivi, mettere in gioco tutti i canali di comunicazione, privilegiando le valenze attrattive. Stare in relazione con una persona che deve essere aiutata a intraprendere un percorso esplorativo, vincere le resistenze, parlare di , esporre ogni sua elaborazione e analisi per scoprire progressivamente e confrontarsi con i propri conflitti, impulsi, le proprie difese e motivazioni per la conquista di una personale maturazione e un conseguente equilibrio, richiede una provata capacità professionale. Il Pedagogista Clinico® è in grado di esprimerla in ogni occasione di dinamica relazionale, non solo con singole persone, ma con coppie, famiglie, gruppi, all’interno di un setting, contribuendo così alla soluzione delle difficoltà riguardanti i rapporti interpersonali e sociali. Questo professionista, con la sua acquisita abilità aiuta l’individuo a riflettere e a partorire la propria verità, a decifrare quel geroglifico, apparentemente inintelligibile del suo passato e del suo presente, premessa per liberarsi dalle inquietudini, dalle concezioni confuse che lo ottenebrano e lo sviano. Per accompagnarlo nella riflessione e nel distinguere da se stesso ogni aspetto dell’universalità che gli appartiene, il Pedagogista Clinico ne tutela la libertà utilizzando occasioni-stimolo tra cui la parola, non più strumento per persuadere, rassicurare o dare consigli, ma per favorire l’espansione delle potenzialità e delle capacità, sviluppare i pensieri e farli divenire idee-forza.

Relazione (insegnante allievo)

Le idee, le azioni, le abitudini e gli equilibri psico-emozionali dell’allievo si sostanziano dell’esempio di quanti lo circondano, dell’atmosfera in cui vive e agisce, in conformità alle suggestioni e alle impressioni che riceve. Alla relazione insegnante-allievo è richiesto di tener conto quanto le parole aspre e la derisione danneggino il prestigio dell’allievo, quanto l’umiliazione crei risentimento e quanto non possono dare buoni risultati le intimidazioni; una educazione rigida e autoritaria può solo creare una frattura tra gli uni e gli altri. L’educazione ha l’impegno di aprire alle intese e agli scambi positivi e a strutturare relazioni sostenute da un sentimento di collaborazione in grado di originare benessere e felicità.

Resistenza al cambiamento

Tendenza a non modificare l’equilibrio delle forze all’interno dell’individuo o di un gruppo. È un fenomeno le cui radici sono da rintracciare nel naturale spirito di adattamento verso la consuetudine e nella diffidenza o il timore per ogni novità che possa procurare una perdita di equilibri, di prestigio, di una posizione o di riconoscimenti ottenuti.

Respirazione

Meravigliosa e complessa funzione fisiomeccanica, psicocinestetica e senso-percettiva che è in connessione stretta con le dinamiche psico-affettive provocate dai rapporti interrelazionali, dalle abitudini dannose della nostra civiltà e dall’azione dell’ambiente. La respirazione è fluida, costante monotona se l’individuo affronta il suo percorso con padronanza di , disritmica se stati tensivi insorgono nell’alterare questa espressione. Perché la respirazione sia rappresentata da una inspirazione e una espirazione occorre che la cavità in cui risiedono i polmoni organi eminentemente elastici e chiusi, si allarghi in modo che sia possibile la dilatazione polmonare conseguente al vuoto pleurico. L’espansione e quindi l’inspirazione, avviene per mezzo del diaframma, un muscolo voluminoso e forte posto tra il torace, l’addome e i muscoli intercostali. L’espirazione dipende invece, molto dall’elasticità polmonare, dal ritrarsi del polmone che segue la distensione inspiratoria nel vivere la pressione della colonna d’aria sulle pareti e l’attrito che questa produce nella fuoriuscita, e lo stato di rilassamento che ne deriva. La respirazione si distingue per ritmo e frequenza. Il ritmo è il rapporto fra la durata della fase di espirazione e quella di inspirazione, che in media è di 16:10, la frequenza è definita dal numero dei movimenti respiratori al minuto primo (sono presenti fortissime oscillazioni nell’età del lattante, 26 atti respiratori a 5 anni, 16-18 nell’età adulta). L’azione respiratoria si modifica a seconda dell’età, della taglia, della digestione, del calore atmosferico, dello stato di sonno o di relax, dell’esercizio fisico. Difficoltà e disarmonie del dinamismo respiratorio si trovano espresse nella dispnea e nella polipnea e anche le meno incipienti possono rappresentarsi in disarmonie del gesto, della scarsa scioltezza e abilità nell’espressione cinesica, a cui sono legati sentimento ed emozione, dell’espressione verbale e poi nelle ricadute sugli apprendimenti, sull’autonomia e sulla relazione con gli altri. Disordini che richiedono un intervento capace di offrire l’opportunità di una riconquistata coscienza di Sé, che si potrà soddisfare consentendo al soggetto vissuti distensivi, momenti in cui può meglio vivere e partecipare ogni moto del proprio corpo, la presa di coscienza dell’onda respiratoria, grazie a metodi che animano il riappropriarsi di armonie cinestesiche, dove ritmo, energia e voce caratterizzano l’espressione elocutoria.

Responsabilità

È la condizione di dover rendere conto di atti, avvenimenti e situazioni in cui si ha un ruolo determinante, un obbligo che deriva dalla posizione che si occupa, dai compiti, dagli incarichi che si sono assunti. Per responsabilità si intende perciò l’impegno di rispondere a qualcuno o a se stessi, delle proprie scelte, delle proprie azioni o del proprio operato e delle conseguenze che ne derivano, consapevoli della difficoltà di controllo delle proprie emozioni, di gestirsi e gestire il rapporto con gli altri, e delle conseguenze del proprio comportamento.