Salute mentale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la definisce “stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni”.

Sand-Bag

Cuscini di sabbia utilizzati per favorire l’equilibrio tonico della mano, la flessibilità delle articolazioni e l’individualizzazione delle dita. Si tratta di percuotere i cuscini seguendo un ritmo con il pugno di ambedue le mani o alternativamente, con il palmo, a taglio ecc., o di fare pressione con ciascun singolo dito per favorirne la singolarizzazione.

Scala

Termine che, al pari di “livello”, al di là del significato che assume nel campo dell’edilizia e dell’economia, non è accolto nell’area umanistica pedagogico clinica, poiché è utilizzato come strumento di misura, modalità per ordinare secondo una graduatoria fenomeni e dati ottenuti da indagini e per catalogare aspetti settoriali con la pretesa di mettere a confronto gli individui.

Scanning

Movimento oculare di ricerca per la fissazione e l’inseguimento di un oggetto. Il movimento oculare impiega una propria strategia appellandosi ai movimenti saccadici dello sguardo di ambedue gli occhi che si muovono contemporaneamente con identica ampiezza. Quelli saccadici sono movimenti, rapidi, veloci e con buona accelerazione, implicati nei cambiamenti di fissazione visiva da un oggetto a un altro e di inseguimento. L’immaturità dello sguardo o una compromissione dei sistemi fronto-mesencefalici possono frenare queste abilità indispensabili per ottenere successo in tante situazioni, compresi gli apprendimenti delle materie curriculari. Tali difficoltà sono imputate a fissazioni binoculari instabili e convergenza povera, incremento del crowding (affollamento) visivo, deficit visivo nell’elaborazione di stringhe di simboli generato dalla numerosità e dall’affollamento degli elementi che costituiscono lo stimolo target, nonché dalla confusa percezione globale dell’oggetto.

Scarabocchi

Tracce segnico-grafiche realizzate in condizione di libertà e di spontaneità che documentano le basi dell’abilità, della conoscenza e della personalità. Lo scarabocchio è caratteristico di un periodo dell’evoluzione del disegno, quando cioè il bambino, che non ha ancora capacità rappresentativa del simbolo, da una prima occasione di lasciare tracce traduttrici di scariche toniche, passa poi con intenzionalità a dare significati. La costruzione dello scarabocchio è di estremo interesse, il movimento tracciante può essere ritmico, i grafismi più o meno convessi o allungati, nel produrre dei vortici ellittici la persona può partire dal centro per ritornarvi alla fine, iniziare col tracciare segni con eccessiva sottigliezza e continuare con impressione più evidente e magari ispessire il tracciato al centro del foglio fino a rendere scura la zona centrale anche per un ostinato indugiare nello stesso posto o viceversa. A queste letture dovranno seguire quelle sul movimento rotatorio, sul tempo impiegato, si dovrà osservare se il soggetto nel tracciare stacca la matita dal foglio, se con i vortici ricopre l’intera superficie o si limita a percorrere piccole zone o a tracciare sui margini del foglio e quali, se il grafismo è accompagnato da commenti verbali, se nell’opera svolta egli riconosce il significato oggettuale e se quest’ultimo varia durante la composizione. Un tracciato forse elementare quello dello scarabocchio ma, come si vede, assai debitore ai gesti che hanno tradotto l’universo del soggetto, un segno da cui traspare la situazione intima, fra il fantastico, l’immaginario e l’organizzativo-dinamico. Un semplice scarabocchio è rivelatore di molti aspetti, è un percorso segnico intricato e labirintico, difficile da esplorare e da interpretare, ma passibile di informazioni nutrizionali, specie se la comunicazione non è sorvegliata o spiata e se l’indagine non è angusta, disagevole o opprimente. Chi traccia può offrire, in lettura di , rette con ritmo scansorio regolare o essere ritmicamente irrispettoso verso questa regolarità, offrire linee che cadono perpendicolari o orizzontali, che si incontrano o si dividono in buon ordine o presentarsi incapace di rispettare questo ordine e queste regolarità. Può raggiungere con una retta un punto dato, sorpassarlo da sopra o da sotto o fermarsi prima di fare incontrare due rette in un punto o può di mostrare una vera e propria avversità o intollerabilità all’evento di creare forme chiuse oppure no. Di fronte a questi impacci e a queste frammentazioni del gesto e difficoltà di composizione si impone di studiare il soggetto non solo come fenomeno organo-genetico, ma come persona, perciò non si trascura di leggere le comunicazioni del poliglottismo corporeo, ogni aspetto sociogenetico e psicogenetico. Dalle letture delle essenze interiori, dei processi dinamici nascono i segni e il carattere complesso della loro azione, della personalità, per come si forma e si matura, delle tendenze dell’energia psichica a orientare il soggetto verso una meta, seguire le orme, le risonanze del corpo come referente affettivo e simbolico.

Schede di rilevazione

È un formulario di domande per mezzo delle quali si intende rilevare aspetti specifici e valutarli. In Pedagogia Clinica le schede di rilevazione sono considerate inutili e dannose poiché si ritiene che la risposta data da una persona non possa essere riassunta e annotata con dei simboli operazionali più (+) e meno (–), né con dei Vero (V) e Falso (F). Il Pedagogista Clinico® si oppone a questi riduttivismi, consapevole che un individuo non si può tradurre in polarità, in simboli, in misure inconciliabili, ma si situa invece proprio fra questi valori contrapposti ed è rappresentato da entrambi.

Schede per insegnare

Prodotti per strategie didattiche e educative fallimentari che impongono agli allievi modelli e formulari standardizzati, fotocopiati. Sono percorsi di apprendimento programmato con schede, a cui si sono aggiunti i computer con programmi “speciali”. Un impatto massiccio di materiali per stimoli percettivi proposti a soggetti seduti a un banchino “differenziale” o separati in aule “speciali” che dominano sull’educazione decidendo le sorti del sistema educativo. Schede che, monetizzate e scambiate come educative, vorrebbero insegnare, sostituendo l’impegno personale e la mediazione dell’insegnante con l’allievo e con il gruppo con l’intento di risolvere i problemi in termini puramente quantitativi secondo criteri negativi che impediscono ogni occasione per sviluppare costrutti psicodinamici e generare scambi simpatetici.

per approfondimenti: