Il Sé è per l’uomo la propria personalità che rappresenta l’insieme di elementi a cui fare riferimento per descrivere se stesso e che deriva da una costruzione personale implementata dai segnali che riceve dagli altri. Nucleo che si forma dal primo al terzo anno di età.

Segnalazione di allievi “dis”

Procedura che viene eseguita già a partire dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia. L’insegnante che sottopone a prove il bambino all’età di 5-7 anni, con schede di valutazione quantitativa e classifica i suoi insuccessi nell’apprendimento con gli appellativi “disgrafico”, “dislessico”, “disortografico” e “discalculico”, si espone a quella categorizzazione cui abbiamo già assistito in tempi lontani, quando un movimento ideologico dall’enorme risonanza socio-culturale si oppose alla prassi di dépistage degli scolari, voluta da una scuola tesa a differenziare coloro che non riuscivano a tenere il passo con gli altri, si dimostravano improduttivi e venivano appellati “diversi” e trattati come persone di serie “B”. La scuola che si affretta ad apporre una etichettatura, un marchio di inferiorità sull’alunno ha dissipato il
principio fondamentale di tutta l’educazione e dimenticato che a determinare il destino della personalità non è la difficoltà ad apprendere, ma le sue conseguenze sociali. Non è possibile alcuna educazione che non si ponga determinati intenti sociali positivi, a essa spetta il compito di non far perdere al bambino il suo coraggio, deve evitare di sviluppare ogni senso d’inferiorità che può condurlo a ricercare forme patologiche di compensazione. Alla scuola etichettante si deve chiedere di conoscere il bambino evitando schede “sì-no”, non di ricercare la causa del suo disagio in un’anomalia congenita della volontà, né in precise alterazioni delle singole funzioni, ma nel fatto che non è stato educato a riconoscere quel valore né dall’ambiente circostante né da se stesso, e perciò considerare la personalità nel suo insieme, nella sua interazione con l’ambiente, nella totalità dei loro rapporti, nella dinamica del loro sviluppo.

    Vieni avanti dislessico!

Segno

Una qualsiasi entità dotata di un significato univoco che a differenza del segnale non è inglobata col mezzo fisico che la costituisce. Caratteristiche del segno sono la possibilità di essere analizzato e la sua appartenenza alla sfera dell’intelligenza teorica, oltre che a quella dell’intelligenza pratica.

Segno grafico

È l’immagine di Sé, della persona che chiede di essere riconosciuta dalle proprie enunciazioni segniche, espressioni del proprio potenziale caratteriale, personalogico, psicofisico e sociale manifestate per mezzo di quei segni nutrizionali di informazioni che sono la sintassi del labirintico per
corso del segno che si distacca sulla superficie per divenire tramite espressivo della sua interiorità, testimone della grammatica espressiva e rappresentativa del suo universo. Del resto la persona non traccia soltanto per tracciare, né il nero della traccia segnica significa solo incidere il bianco del foglio; i tratti riproducono i gesti, una scrittura dei gesti indicatori di una storia, capaci di mettere in contatto con la formazione dell’Io, il suo bisogno di comunicazione, la vastità dei significanti debitori dei segni da cui traspare la collezione dei frammenti utili alla conversazione silenziosa, il trasparente desiderio di trasferire in scorie di graffite le abilità e i conflitti, la sua realizzazione del mondo interiore.

Segreto professionale

Obbligo deontologico del Pedagogista Clinico® a mantenere la riservatezza sui dati sensibili appresi all’interno del rapporto fiduciario con la persona. La violazione del segreto professionale può essere perseguita penalmente se chi ha subito il danno sporge denuncia. L’inviolabilità del segreto professionale è contenuta nella Legge sulla privacy, nella legge in materia di protezione dei dati personali, e nel Codice Deontologico.

SELF (metodo)

È un metodo rivolto a verificare le capacità della persona nel compiere certi atti necessari alla propria autonomia e come aiutarla per riconquistare un sano equilibrio e un sereno adattamento. La persona con difficoltà nell’autonomia e coscienza di sé, trova con il metodo SELF importanti risposte strutturate su tecniche rivolte alla riconquista del dinamismo corporeo, del risveglio psico-emozionale-affettivo, dello sviluppo armonico dell’organizzazione ritmico-respiratorio-cinestetica, della percezione temporale e dei rispetti sequenziali di vissuti organizzativo-corporei e appercettivo-comunicazionali mediante stimolazioni tattili. Il metodo propone altresì numerose procedure che si avvalgono del dialogo tonico, capace di sviluppare esperienze emotive e modalità adattive al tempo metronomico e all’ISO (tempo interno del soggetto), a cui si accompagnano il ritmo e la melodia, in modo da consentire la facilitazione e lo sviluppo delle abilità allo scambio.

per approfondimenti: