Talamucci Giuseppe (1933-2008)

Insigne neuropsichiatra, uomo di cultura e di metodo, già responsabile della segreteria della Società Italiana di Neuropsichiatria (S.I.N.P.I.A.), è stato membro del Consiglio Nazionale dell’Associazione dei Pedagogisti Clinici (ANPEC) dal 1997, anno della sua costituzione, docente e componente del Comitato Scientifico dell’ISFAR (Istituto Superiore Formazione Aggiornamento e Ricerca)-Formazione Post-Universitaria delle Professioni®. Maestro dei pedagogisti clinici che ha contribuito alla formazione e al riconoscimento delle loro abilità professionali e li ha rappresentati in convegni e congressi. Fiorentino arguto, facile a motteggi e pareri scanzonati come quelli sulla terapia. Lamentandosi del contagio dilagante di questo termine utilizzato per ogni intervento che poteva far bene, affermava: “Allora aggiungiamo anche la bisteccoterapia, che certo male non fa”. Il suo desiderio e la sua volontà erano di erigere, con la Pedagogia Clinica, un baluardo di speranza per tante persone in difficoltà.

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Tales of Sand® (metodo)

I Racconti di Sabbia (Tales of Sand®) è un metodo in arricchimento al Reflecting® concepito nel deserto del Sahara per dare concretezza a momenti traduttori del pensiero. È l’esperienza di un parlare muovendo la sabbia e penetrando in essa con le mani che si propongono al suo contatto con ricca generosità, idee, pensieri e importanti riflessioni che vengono conversate e condivise con disponibilità. La sabbia, simbolo infinitamente piccolo, richiama con la moltitudine dei granelli la moltitudine degli uomini, cancella e si cancella, copre e si scopre, simbolo di eterna rigenerazione capace di diffondere sensazioni di morbidezza, di plasticità sfuggente. Si tratta di sensazioni che aiutano a conoscere e a conoscersi, ausili tattili che mettono lo spirito in uno stato di disponibilità ai piaceri delle emozioni e dei sentimenti mentre si combinano segni, parole o forme di sabbia impossibili.

Tatto

Percezione sensoriale specifica che deriva da una delle cinque aree di analisi per i sensi esteriori, destinata a definire la forma, il peso, la durezza e le dimensioni dei corpi. La pelle è il tessuto di rivestimento che svolge, in specie, una funzione mediatrice tra ambiente esogeno ed endogeno, sia per le percezioni che per le sensazioni e le emozioni, ed i recettori tattili-cutanei sono distribuiti su tutta la superficie della pelle offrendo per contatto ampie stimolazioni eccitatorie, percettive e affettive. Sono tante le informazioni fisico-psichiche attivate dai recettori somestesici estremamente sensibili alle sollecitazioni meccaniche e termiche con implementazioni legate ai processi affettivo-emozionali di piacere-dolore. Le senso-percezioni tattili costituiscono i primitivi e perciò più importanti meccanismi per mezzo dei quali l’uomo individua i nuclei della conoscenza di e del mondo circostante, elabora e struttura risposte alla propria tonalità psichica che risulta nutrita dalla varietà e dalla ricchezza della vita sensoriale. I meccanorecettori tattili sono sensibili agli stimoli che agiscono sulla cute e le sensazioni tattili variano sia per la grandezza fisica degli stimoli sia per le caratteristiche funzionali. Sono quelle sensazioni che permettono di entrare in rapporto diretto con il proprio corpo e, attraverso una reale presa di coscienza di questo, di muovere positivamente verso l’ambiente e gli altri. L’ineguale distribuzione dei recettori della pelle sul corpo fa corrispondere sensazioni ed emozioni diverse: la sensibilità tattile è massima sulla punta delle dita e della lingua, sulle labbra e sulle zone erogene. La soglia tattile assoluta è la quantità minima di energia statica necessaria per produrre la sensazione di contatto. Il Pedagogista Clinico® tiene conto di questo nel momento in cui interagisce con la persona. Egli interviene su aree geografico-corporee con movimenti che devono
essere ben agiti e diversificati, come nel caso delle zone pilifere in cui emulsionano semanticamente senso-percezioni assai differenti rispetto alle altre zone. Per mezzo del tatto, infatti, si ricevono informazioni che, trasformate in dinamiche di espressione e comunicazione, avviano al dialogo interazionale, in un auspicato, costante e rassicurante rapporto. Le espressioni senso-percettivo-tattili, se vissute positivamente potranno quindi dare risposte utili per uno sviluppo e una crescita in armonia. Il tatto è una grande metafora vivente che ha in una potenzialità segreta che trasfigura il fatto fisico in dolcezza e sentimento, contiene in l’affettività, tutta la multiforme vita della personalità e il piacere espressivo proprio di tutte le età.

Tavolo di cristallo

Fa parte del set del Pedagogista Clinico®. È stato individuato secondo una precisa strategia e una scelta di principio e di metodo. Il cristallo è maieutico, ritenuto indispensabile in una relazione vis à vis, per avere l’occasione di inviare e far giungere alla persona segnali informatori e sollecitatori silenziosi. Esso permette di veicolare dialetticamente tutti i codici semiologici, e, oltre alle frasi costruite con le parole, utilizzare quella lingua che si connota con i privilegi del movimento del corpo nello spazio, del gesto, della mimica, particolarmente capaci di trasferire su chi ascolta l’effetto desiderato.

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Team

Persone con esperienze e competenze diverse che lavorano insieme. Soggetti che interagiscono tra di loro, con indipendenza e autonomia dal resto dell’organizzazione per raggiungere uno o più obiettivi ambiziosi, anteposti agli obiettivi del singolo, ma realizzabili in comune. Far parte del team, della squadra, è altamente motivante e soddisfacente per le persone che la compongono, specie per la condivisione degli obiettivi.

Teledipendenza

Deriva dall’uso improprio ed eccessivo della televisione, strumento davanti al quale tutti diventano spettatori passivi, ridotti a un’immobilità fisica che impedisce il dialogo e lo scambio diretto di esperienze. Tali condotte possono promuovere nel soggetto una condizione interiore di confusione e disordine, un atteggiamento di passività e attesa tanto da aspettare che siano gli altri a intrattenerlo, un’attitudine ripetitiva, l’induzione a imitare ciò che ha visto negli spettacoli, divenendo impedito nel riprodurre creativamente come accade nel gioco, e dunque l’instaurarsi di effetti dannosi. Dato che il fatto di assistere a spettacoli televisivi disorganizza la mente dei bambini piccoli, bisognerebbe evitare che essi li vedano, per lo meno prima dei 5 anni d’età. Fra i 5 e i 6 anni circa mezz’ora alla settimana, per i bambini fra i 6 e gli 8 anni mezz’ora due volte la settimana, a partire dagli 8 anni la frequenza non dovrebbe superare le tre o quattro volte la settimana, per non più di un’ora. Per quanto riguarda gli adolescenti, bisognerebbe scoraggiarli dal vedere la televisione per più di un’ora, o al massimo due ore, al giorno, per evitare la loro naturale tendenza alla dipendenza. L’educazione, dovendosi attenere a questa periodicità, chiede un impegno a stabilire o ristabilire un equilibrio diverso nell’uso del tempo, nella gestione dei rapporti familiari, nello sfruttamento dello spazio: non si tratta di eliminare, ma di sostituire e di sostituire con qualcosa di meglio.

Temperamento

Patrimonio psichico che, insieme al patrimonio genetico, costituisce il bagaglio originario dell’uomo alla nascita. Il patrimonio genetico fa riferimento a una dimensione strettamente fisiologica e cromosomica, quello psichico si riferisce alla struttura psichica iniziale, alla configurazione tipologica costituzionale, composta da un bagaglio esperienziale derivante dai genitori e da tutto il genere umano e rimane per tutta la vita la colorazione di fondo dello psichismo della persona. In seguito, al patrimonio genetico e al temperamento, si sommano le esperienze personali del soggetto (storia biologica, esperienze psicologiche, influenze ambientali, educative e storico-culturali) e vanno a costituire l’individualità psichica con cui questi si estrinseca attraverso il carattere e la personalità.

Tempio di Esculapio

Esculapio, figlio di Apollo e della ninfa Coronide è considerato l’inventore della medicina e delle discipline consociate. Nei templi di Esculapio, di cui il più famoso è quello costruito nel IV secolo a.c. a Pergamo, i malati erano aiutati a promuovere nuova volontà e determinazione con la suggestione, la pulizia del corpo, con i bagni di acqua e di sole, i fanghi, gli spettacoli teatrali, i concerti, la lettura di poemi epici e stimoli positivi. La Pedagogia Clinica non poteva ignorare, nella sua struttura epistemologica, l’impegno a favore dell’uomo che si perseguiva in questi templi.