Valorizzazione

Il conferire da parte del Pedagogista Clinico® maggior valore e potenziare le abilità individuali attraverso l’educere (“tirar fuori”). Sostanziato dai valori fondamentali della Pedagogia Clinica e orientato al raggiungimento di uno stato di benessere e alla valorizzazione dell’individuo, l’intervento pedagogico clinico prevede l’attuazione di esperienze che rendano i soggetti capaci di riconoscere le proprie potenzialità ed esprimerle con fiducia, rassicurati e rafforzati nell’autostima; una via che consente di vincere gli impacci e le incertezze e scoprire il piacere e il gusto di esprimersi con creazioni personali.

Valutazione

Identifica una classificazione, un rating, ossia definisce un grado, un ordine, un modo di distribuire un punteggio, un’estimazione, un parametro ipotetico. Rappresenta quindi un criterio docimologico tramite il quale si può ottenere una misurazione derivata dal dokimi o tramite prove di esame caratterizzate spesso da un fiscalismo protocollare.

Veicolare

Diffondere, far circolare idee, cultura, conoscenza scientifica. L’accezione del verbo in campo pedagogico clinico è quella di divulgare contenuti tecnico-metodologici per garantire abilità professionali.

Velocità di lettura

Il tempo impiegato nel leggere viene stimato mediante la durata e l’ampiezza di ogni fissazione: un soggetto veloce può leggere al massimo quindici caratteri al secondo, novecento caratteri al minuto. Oltre alla velocità, alcune ricerche hanno classificato i lettori in buoni o mediocri in base alla comprensione del brano e alla fluidità nel leggere delle non-parole presentate una alla volta. I lettori mediocri hanno difficoltà a decodificare il testo utilizzando il codice fonetico e per loro il contesto in cui la parola è inserita gioca un ruolo facilitante: la velocità di lettura, che è sensibilmente più lenta rispetto ai buoni lettori, aumenta quando la parola è inserita in un contesto che permette di compiere elaborazioni da un punto di vista semantico

Verbalismo

Di significato analogo a “psittacismo”, può essere definito come l’utilizzo di parole cui non rispondono esperienze e concetti; un continuo ed eccessivo parlare anziché sostare in elaborazione del pensiero. Tale modo di procedere si ritrova ancora oggi nella scuola, cui però ben si contrappone l’energica reazione di quella parte del mondo scolastico che è attiva, seria e attenta al lavoro. Al pari la Pedagogia Clinica, che ha fatto proprie le parole “’il tacere è bello”, sia nella definizione del proprio impianto teorico, sia nella pratica di un intervento di aiuto non prevaricante. Contraria alla parola-farmaco impiegata come componente strutturale dei vari principi di sovranità terapeutica con cui si cerca di persuadere, convincere, plasmare e consigliare, essa considera più importante ascoltare che parlare.

Verifica

Accertamento accurato della validità e dell’efficienza di un metodo sperimentale. Controllo degli obiettivi prefissati e delle procedure metodologiche e tecniche della Pedagogia Clinica, seguite per raggiungere idonei risultati in aiuto alla persona. È la verifica di quegli aspetti “positivi”, capaci di descrivere l’individuo secondo un’ottica “prossimale” (cfr. Vygotskij), condotta dai pedagogisti clinici, per individuare le aree di educabilità della persona, le Potenzialità, Abilità e Disponibilità (PAD), cioè quegli aspetti che in un processo globale di sviluppo possono essere più di altri evidenziati in una dimensione relazionale di “simpatia”.

Verifica delle Potenzialità Abilità Disponibilità (PAD)

È la complessa verifica che il Pedagogista Clinico® compie per conoscere la persona nel rispetto dell’obbligo di prendere coscienza e tener conto di tutte le sue esigenze; si tratta di una verifica seria e sistematica che richiede uno studio complesso, integrale e globale del soggetto senza tralasciare il conforto di altri eventuali esami e test condotti da specialisti di area sanitaria. Un momento conoscitivo accompagnato dallo specialista realizzato in un clima simpatetico in modo tale che la persona possa offrire in lettura le caratteristiche psicofisiche, lo stile comportamentale, le capacità acquisite e quelle potenziali. Il Pedagogista Clinico per poter conoscere la persona non si limita alle singole manifestazioni o ad accogliere un’elencazione di sintomi, non si basa su sistemi di classificazione dei disordini secondo particolari “rubriche”, né si limita alla constatazione della gravità del deficit. Esso non ritiene tanto importante l’insufficienza in se stessa, quanto la persona; evita di rilevare e classificare la sintomatologia con un criterio teleologico-nosografico-classificatorio; rigetta anche la teoria stadiale che definisce le persone classificandole per fasi e stadi. Egli deve essere capace di analizzare in termini interattivi i linguaggi comunicativi direttamente osservabili all’interno di una situazione naturale e di cogliere ogni repertorio semiotico e ogni produzione segnica dei messaggi che l’altro invia, impegnarsi in un’analisi di tipo esplorativo e decifratorio. Il Pedagogista Clinico ha il dovere di osservare, leggere, conoscere le Potenzialità, le Abilità e le Disponibilità (PAD), le caratteristiche della persona, individuare e comprendere il valore di ogni sua manifestazione. Non misura, ma analizza l’integrità e l’adeguatezza dell’efficienza, le cause dell’insuccesso e considera la persona come un’unità complessa, piena di risorse interiori. Pertanto, ogni mezzo ausiliario per la verifica non può essere utilizzato come prova cui sottoporre, bensì deve essere impiegato proponendo esperienze adatte a raccogliere indicazioni utili ad uno studio critico delle PAD; la verifica è perciò il modo che ha la Pedagogia Clinica come processo di individuazione di qualcosa. Il termine verifica vs diagnosi è una necessaria sostituzione per portare a compimento pienamente la differenziazione tra la sanità e l’educazione e non invadere campi altrui; esso esplicita ed esalta il sapore pedagogico clinico di questo momento di conoscenza dell’altro e presuppone una non-valutazione, un non-giudizio.

Vestibolare

Apparato che fornisce al cervello informazioni sulla posizione della testa e del corpo nello spazio influenzando il tono muscolare. Ai nuclei vestibolari arrivano le informazioni dei recettori sensoriali del vestibolo, degli esterocettori cutanei, dei propriocettori ed esterocettori visivi, che vengono elaborate assieme alla sostanza reticolare e sotto il controllo del cervelletto e della corteccia cerebrale, consentendo così al sistema dell’equilibrio tonico posturale di garantire il corretto assetto posturale sia statico che dinamico. Ciò spiega come le informazioni derivanti dal sistema vestibolare, integrate da esperienze cinestesiche condotte sull’assialità a 360° (non stando fermo, seduto a un banchino davanti a un monitor) e con incentivi visivi in esposizioni cromatiche e in un campus euclideo, possono creare engrammi tali da consentire memorizzazione e rappresentazione mentale e vincere le difficoltà negli apprendimenti.

Vibratilità delle labbra

Capacità della persona di far compiere alle labbra vibrazioni e realizzare movimenti idonei a trasmettere e comunicare. Tali moti labiali sono animati dal muscolo orbicolare della bocca, adibito in particolare alla funzione del fischiare e dell’emissione di suoni.

VibroTattile (metodo)

Il metodo VibroTattile ha il compito di favorire esperienze capaci di arricchire l’espressività elocutoria usufruendo dei canali informatori dell’Io-pelle.
La conoscenza sonora dei diversi fonemi vibranti o soffianti e l’abilità sonoro-articolatoria vengono soddisfatte e sviluppate dai decodificatori e codificatori vibrazionali tattili. Esperienze sensoriali assunte per mezzo di stimoli propriocettivi, argomentate dal e dall’Io-pelle, che consentono il realizzarsi di un arricchimento centrato su forme di pensiero e stati affettivi atti a motivare e sostanziare vissuti riconosciuti. È un metodo che trova l’occasione per arricchire l’eloquio nel corpo biologico e in quello sociale. Un recupero di abilità espositive a cui contribuiscono ogni area topografica del corpo, ogni dinamismo posturale e ogni organizzazione respiratoria espulsiva soffiante