Prensione

Funzione della mano finalizzata a prendere, afferrare o stringere. È già presente alla nascita, la mano è chiusa a pugno, con pollice addotto sotto le altre dita, è un riflesso innato di presa per contrazione istintiva dei muscoli flessori che permette al bambino piccolo di afferrare con chiusura a pugno qualsiasi cosa venga appoggiata sul palmo della mano. Il riflesso è preparatorio alla prensione tonica, momento in cui egli afferra gli oggetti, tocca a vicenda le dita e intreccia le mani con movimenti ampi e simmetrici. L’evoluzione della prensione raggiunge quindi l’abilità cubitopalmare, poi palmare, a pinza pollice-indice e radio-digitale; fra i 2 e i 3 anni ogni dito diviene capace di funzioni isolate, è possibile l’afferramento tra pollice e bordo mediale dell’indice, successivamente si affina pollice-indice-medio. La prensione giungerà a maturazione quando saranno raggiunti una valida identificazione e il riconoscimento digitale. L’abilità a differenziare le dita si sviluppa seguendo un ordine abbastanza definito. Si localizzano dapprima il pollice e il mignolo, poi è la volta dell’indice che viene differenziato dal terzo e dal quarto dito, medio e anulare sono gli ultimi a venire identificati. Per raggiungere la prensione è richiesta un’attività neurofisiologica molto complessa che implica una maturata motricità fine e prassica derivata dal tono muscolare di avambraccio, polso e mano. La prensione dello strumento tracciante con un’equa distribuzione tonica, una migliore organizzazione della mano in scioltezza, agilità e rapidità, viene raggiunta tra i 7 e i 12 anni di età; segnale indispensabile per evitare ogni anticipata dichiarazione di difficoltà grafica.