Processo acustico-motorio

Questo processo, relativo alla lettura, ha richiesto un duplice approfondimento: sulla lettura silenziosa e sulla lettura ad alta voce. Ne è derivato che leggere pensando significa ugualmente promuovere nell’apparato motorio tutti quei movimenti che sono richiesti nell’emissione sonora. L’apparato fonatorio, infatti, si muove nell’emissione di parole ed è in virtù di questi movimenti che gli impulsi arrivano alla zona cerebrale e consentono di decifrare le parole e scoprire il loro significato. Il parlare interiore offre l’opportunità di raggiungere e di ritenere l’immagine ottica e di comprendere le parole difficili. Ciò significa che la differenza fra la lettura silenziosa e la lettura ad alta voce consiste nell’utilizzo degli apparati fonatori esterni. Leggere ad alta voce assume un ruolo fondamentale nelle fasi iniziali dell’apprendimento della lettura, poiché soddisfa il bisogno del bambino di confrontare il sonoro delle parole con il proprio sistema lessicale organizzato in termini morfofonemici. I soggetti che hanno acquisito una sufficiente abilità al confronto con i messaggi scrittori, ma che cercano di ovviare alla lettura ad alta voce, sono disturbati dal rapporto d’interazione oppure, nei casi più compromessi, hanno difficoltà nell’accettazione di e della propria voce che li rappresenta, vivono uno stato di timore o di reverenzialità verso l’ambiente e non intendono aggredirlo con la propria sonorità. La lettura ad alta voce e quella silenziosa sono due aspetti del processo acustico-motorio che fanno riflettere sui necessari interventi nel momento della didattica, specie per chi ha difficoltà nella comprensione.