Rivalità tra fratelli

Si traduce in una sorta di concorrenza che si instaura nel tentativo di diventare l’interlocutore privilegiato del genitore o per dimostrare differenze tra e l’altro, impostato sul principio di dominanza da cui traspare una diversa personalità. Le relazioni tra fratelli del resto sono il risultato di una grande intimità imposta e non voluta; i ricordi comuni, i momenti di complicità, il benessere condiviso spesso si alternano a rivalità, gelosie e periodi di crisi. Avere un fratello significa trovarsi di fronte a un rivale specie nel condividere l’amore dei genitori e il modo in cui tale rivalità viene affrontata contribuisce alle differenze tra fratelli. L’Analisi Storica Personale condurrà il Pedagogista Clinico® a rilevare le notizie sui fratelli e la loro dinamica con i membri della costellazione familiare, premessa per un’analisi dei bisogni necessaria a originare suggerimenti operativi e propositivi, ad adattare l’aiuto alle diverse componenti. Molti bambini mostrano un certo grado di disagio da rivalità tra fratelli, che si manifesta durante i mesi successivi alla nascita di un fratello, in genere immediatamente più piccolo, con elementi regressivi con perdita di abilità precedentemente acquisite, come il controllo sfinterico, tendenza a un comportamento infantile, imitazione del fratello più piccolo in attività, come il mangiare, che richiamano l’attenzione dei genitori, aumento del comportamento oppositivo nei loro confronti, difficoltà nell’addormentamento e risvegli notturni, aumento della richiesta di attenzione dei genitori quando è ora di andare a letto, conflittualità che generano alterazioni nella relazione con i genitori, che a loro volta sono scompensati nelle intese. Nel caso che l’arrivo o la presenza di un nuovo fratello sia dovuto ad adozione, la verifica dovrà tener conto delle PAD e gli interventi di aiuto dovranno essere plasmati all’occorrenza.