Schema corporeo

Organizzazione e interiorizzazione delle informazioni che permettono di conquistare la percezione e il controllo relativo alle singole parti del corpo e alla sua globalità. Questa complessità comprende diverse possibilità d’azione del soggetto, la percezione e il controllo del proprio corpo, l’equilibrio posturale, una lateralità ben precisa, l’indipendenza dei diversi segmenti in rapporto al tronco e di un segmento rispetto all’altro, il controllo delle pulsioni e delle inibizioni, strettamente associato alla respirazione. Ciò significa che qualsiasi apprendimento deve passare dal “proprio corpo” e la strutturazione dello schema corporeo è fondamentale per qualsiasi conoscenza ed esperienza. Questo insieme inizia a svilupparsi gradualmente a partire dalla nascita ed ha una evoluzione scansionata nel tempo; da 0 a 2 mesi viene definito da Jean Le Boulch “corpo subìto” per il comportamento riflesso automatico derivato dall’esclusivo funzionamento sottocorticale, da 2 mesi a 3 anni con lo sviluppo della funzione d’aggiustamento viene definito da de Ajuriaguerra “corpo vissuto”, dai 3 ai 6 anni, per la presenza della funzione di interiorizzazione si ha il “corpo percepito”, oltre i 6 anni, momento in cui si va a sviluppare l’immagine del “corpo operativo” viene definito “corpo rappresentato”. Lo sviluppo dello schema corporeo termina normalmente verso gli 11-12 anni. Le verifiche più attendibili sulla maturazione dello schema corporeo sono il disegno dell’omino, il puzzle dell’omino e i test di imitazione dei gesti di Bergès-Lézine.