Simpatia

La simpatia è un sentimento condiviso, un’emozione affettiva che, nei diversi stati, crea un principio d’azione rivelato da certi mezzi espressivi. È una funzione grazie alla quale si va oltre se stessi e si riconosce l’altro, cementati da solidarietà e intenti di aiuto. Nelle relazioni la simpatia si connota nel modo di essere di una persona che la rende piacevole, gradevole e con note di fascinazione, con la quale altri sentono di poter condividere qualcosa e vivono un trasporto emotivo capace di rassicurare. Poiché la simpatia è una disposizione d’animo favorevole verso una persona, un rapporto di affinità che trova sollecitazioni dalle vibrazioni dell’altro, ben si accorda in obbligo con l’educazione. La simpatia facendo sorgere il bisogno di porgere il proprio aiuto, è tenuta presente in ogni occasione pedagogico clinica per essere tradotta in conformità e analogia di sentimenti. Il rapporto simpatetico deve avere comunque privilegio in ogni agenzia educativa, dove si richiede all’educatore l’esterna manifestazione dei sentimenti tradotti in espressività efficace a rivelare lo stato d’animo, per conseguenti condivisioni negli impegni. La simpatia si congiunge con l’attività del pensiero, sviluppa l’intelligenza e desta in maniera efficacissima l’immaginazione a cui è intimamente legata. In Pedagogia Clinica la simpatia è l’abilità di percepire la situazione sentendo risuonare dentro di qualcosa di simile alla persona coinvolta: stare in una relazione simpatetica presuppone quindi uno stare in relazione, in qualche modo, meno profondo rispetto a quello empatico. In una relazione di tipo educativo si parla di simpatia in quanto lo scopo non è entrare in risonanza con l’altro al fine di promuovere un cambiamento nel modo di “vedere” la realtà percepita, ma è fornire, attraverso esperienze e attività, all’interno di un clima favorente, lo sviluppo di abilità e disponibilità