Sviluppo intrauterino

Percorso di esperienze in utero del bambino dalla nascita biologica all’espulsione dal canale vaginale, esperienze visitate entrando nel suo appartamento accogliente e protettivo, dove si svolge la vita per nove mesi per osservare come gradualmente da un’unica cellula si arriva a un essere maturo pronto ad affrontare la vita extra-uterina. Comprendere questi avvenimenti e portarli a conoscenza dei genitori che sono in attesa, può essere un buono strumento per favorire fin dall’inizio l’attaccamento, in un progetto di aiuto più vasto nei programmi di preparazione alla nascita. È dalla nascita biologica alla fine della terza settimana (periodo blastemico) che i genitori vengono a conoscenza dell’attesa di un figlio che ha già fatto il tratto iniziale della sua vita intra-uterina. Solo allora si possono conoscere le loro reazioni di accettazione, rifiuto, gioia o disperazione, talora drammatiche, ed è in questa occasione che il Pedagogista Clinico® può intervenire con il suo aiuto. Nei primi tre mesi della vita prenatale (periodo embrionario) ha luogo la formazione di tutti gli organi del corpo, detta organogenesi. Alla fine di questo periodo il bambino ha un cuore che batte, dei muscoli che si contraggono, un intestino capace di assorbire liquidi, delle fibre atte a condurre impulsi nervosi. Date le caratteristiche di questa fase, le interferenze sulla crescita avranno gravi conseguenze perché, agendo sulla formazione degli organi, possono produrre malformazioni, soprattutto in organi sensibili come il cervello e il cuore. Quest’ultimo comincia a pulsare intorno al venticinquesimo giorno di vita. A circa ventotto giorni fa la sua prima apparizione il futuro cervello come struttura riconoscibile: la parte terminale anteriore del tubo neurale presenta un’espansione globulare che successivamente si divide in due espansioni laterali rappresentanti l’inizio dello sviluppo dei due emisferi cerebrali. Nel corso del secondo mese fanno la loro comparsa gli abbozzi degli arti superiori e poco dopo quelli degli arti inferiori. Dalla formazione e sviluppo degli arti, il bambino inizia a esprimersi con movimenti che si caratterizzano in rapidi, interessando l’intero corpo che cambia la sua posizione nella cavità amniotica, o piccoli, probabilmente degli arti, che non creano modificazioni della posizione nel sacco gestazionale. Questi movimenti (lente contrazioni, calci improvvisi, piccoli colpi ritmici) sono percepiti dalla madre, tra la sedicesima e la ventunesima settimana. I piccoli colpi ritmici continuano con una frequenza costante dal quinto al nono mese di gravidanza: i calci improvvisi aumentano fino al settimo mese e poi diminuiscono. Sempre nel secondo mese compaiono gli organi genitali interni: le cellule sessuali primitive si trasformano nelle gonadi ancora indifferenziate. La differenziazione della gonade in senso maschile o femminile dipende essenzialmente dal sesso genetico (XX, XY). Al contrario l’evoluzione morfologica degli organi genitali esterni dipende in gran parte da influenze ormonali. Sarebbe il testosterone prodotto dalla gonade maschile (testicolo) a stabilire la comparsa di un abbozzo genitale di tipo maschile, altrimenti se la gonade si è differenziata in senso femminile (ovaio) la mancanza di secrezione di ormoni darebbe origine a un apparato genitale morfologicamente femminile. Alla nona settimana, la crescita del cranio, lo sviluppo della faccia e degli occhi, la diminuzione della curva cervicale e dell’estremità caudale conferiscono un aspetto umano. Durante i primi tre mesi di gravidanza, alla fine dei quali il bambino misura solo dodici centimetri, molte donne aumentano di peso, ciò dipende da una maggiore assunzione di cibo per un falso convincimento di dover mangiare per due o a causa di fattori emozionali, oppure diminuiscono di peso per il vomito ripetuto (iperalimentazione e vomito psicogeni). È quindi evidente che, in questo periodo dell’attesa, può essere utile un aiuto pedagogico clinico essenzialmente rivolto alla madre, per ridurre l’eccessivo ricorso al cibo e abbassare il livello dell’ansia, affinché possa continuare la sua vita normale. Solo dopo questi primi mesi la donna aumenta di peso in relazione all’aumento ponderale del bambino, e può arrivare fino a 8-13 kg durante tutta la gravidanza. L’intervento pedagogico clinico in questo secondo periodo può mirare all’accettazione da parte della madre del nuovo Sé corporeo, e alla rimozione nella coppia della frustrazione che può derivare dalla modifica corporea e dal cambiamento delle abitudini sessuali, ciò impone un aiuto rivolto a favorire la disponibilità nello scambio dialettico corporeo. A quattro mesi il bambino è già perfettamente formato nonostante pesi solo circa 250 grammi e misuri dai 20 ai 25 cm. Comincia la sua crescita dimensionale dovuta allo sviluppo degli organi già formati ed è in questo periodo che inizia la sua vita di relazione per mezzo di esperienze senso-percettive, risposte motorie e movimenti di rotazione. Gli stimoli provenienti da una fonte emittente vengono ricevuti e a questi viene data risposta per mezzo del movimento, a conferma del principio che ciò sta alla base della comunicazione umana. Il bambino diventa curioso e comincia a utilizzare il tatto. Si possono osservare i primi atti di deglutizione del liquido amniotico e di suzione; inizialmente quando le mani toccano la bocca, il bambino la apre ma gira la testa dall’altra parte; più tardi quando le mani toccano la bocca, ruota la testa verso le mani, mette il dito in bocca e infine lo succhia. Tocca il cordone ombelicale, la parete uterina, abbozza movimenti di prensione e assume curiose espressioni del volto. I rumori interni provenienti dai borborigmi intestinali e dal polso placentare della madre vengono percepiti dall’udito del bambino; lo stimolo uditivo rappresentato dal polso placentare lascia una sua memoria e il piccolo, successivamente al momento della poppata, se poggiato al seno sinistro (parte del cuore) lo riconosce e si calma. Gli stimoli rumorosi esterni sono percepiti con due modalità diverse di risposta: i suoni a bassa frequenza tendono a inibire i movimenti, mentre i suoni ad alta frequenza li aumentano. Il bambino è sensibile al dolore e l’attività aumenta quando la madre è sottoposta a stress emotivo o fisico. Il Pedagogista Clinico, con propri metodi e tecniche, tra cui la Musicopedagogia®, può intervenire oltre che per vincere lo stress della madre o la sua stanchezza, anche per modulare l’attività motoria del bambino. Durante l’ultimo periodo di gestazione la vista del piccolo è in grado di percepire la luce e di coglierne gli stimoli luminosi che passano attraverso la parete uterina e il liquido amniotico. Se sono molto intensi aumentano l’attività del bambino. Dalla ventottesima settimana si verificano distinti periodi di sonno tranquillo, di sonno attivo e di veglia. Contemporaneamente possono essere evidenziati dei movimenti rapidi oculari al di sotto delle palpebre chiuse, interpretabili come primo indice di attività onirica. Nel volgersi alla fine della gravidanza l’attesa termina per entrambi i protagonisti, i genitori e il bambino.