1974

È l’anno in cui Guido Pesci ha dato nome e paternità ad una nuova e autonoma disciplina, la Pedagogia Clinica, una dottrina della cultura tesa ad affermare un’educazione non limitata al solo fanciullo e alla scuola, bensì al complesso sviluppo dell’uomo che, dall’intesa e dal piacere di dare la vita, genera un’attività mai completamente definita perché suscettibile di ulteriore perfezionamento. Da qui la necessità di dare specifica connotazione al professionista di tale disciplina per cui nasce il Pedagogista Clinico®.

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Maieutica

Arte “dialettica” con cui Socrate intendeva argomentare sull’aeterna philosophia dell’umanità. Essa si configurava per mezzo di interrogativi rivolti alla persona, costringendola a mettersi completamente in gioco per renderla capace di giustificare fino in fondo le proprie posizioni sulle principali tematiche filosofiche: il bene, il bello, la felicità, ecc., modellando altresì definizioni precise e con esse delle verità e giungere così a partorire la sapienza. Il filosofo ateniese mirava a realizzare la perfezione morale dei cittadini contrapponendo alla “retorica” dei demagoghi la sua “antiretorica” e per questo sperimentò una nuova tecnica persuasiva, considerata adatta per il suo tipo di indagine speculativa, saldamente ancorata alla moralità, alla verità e al concetto di appropriatezza. Egli ha dedicato la vita agli studi filosofici, spinto dalla necessità di giungere alla realizzazione di una comunità in cui l’uomo, sempre alla ricerca della verità e del significato del reale, potesse vivere in pace e giustizia con i suoi simili. Per la Pedagogia Clinica la vera arte della “levatrice” si può solo rintracciare nella Nuova Maieutica sostenuta e esposta nei principi della disciplina del Reflecting®, capace di offrire all’individuo il modo per far emergere e portare alla luce, grazie alla grande riserva di forze che ha in , le proprie difficoltà, le proprie idee-forza e giungere a una vera conoscenza di se stesso.

Malato

Termine utilizzato per definire la persona che sta male di salute, che è affetta da una malattia. Con la preposizione “di” si specifica l’organo alterato da patologia o il tipo di malattia, definendolo “malato di”. La Pedagogia Clinica che non è indirizzata all’esame, alla cura e allo studio del malato, si rivolge in “aiuto alla persona” evitando ogni appellativo morbigeno.

Malattia mentale

Complesso stato di inefficienza e di sofferenza fisica, mentale, ma anche relazionale, famigliare, sociale e lavorativo. L’elenco completo delle malattie mentali si trova nelle classificazioni ICD 10 e DSM V. Lunghi elenchi etichettanti di ciò che è una certa problematica e di chi è patologico. Si annotano disturbi lievi, disturbi gravi e disturbi dell’umore, si distinguono in nevrosi e psicosi tra cui la schizofrenia che è tra le forme più gravi di sofferenza psichica sostenuta da una profonda lesione della personalità che rende difficile il rapporto con se stessi e col mondo esterno. Una complessità di situazioni per individuare gli spazi operativi che richiedono approfondimenti diagnostici per un intervento incrociato.

Maltrattamento

È un comportamento lesivo nei confronti della persona. Può essere agito per mezzo di aggressione fisica o punizioni corporali e forme di violenza psicologica, umiliazioni o segregazioni indirizzate a soggetti in condizioni di inferiorità, bambini, anziani, donne e in questi ultimi tempi anche uomini.

Mancinismo

Tendenza a utilizzare il lato sinistro del corpo in tutte le attività di ordine motorio; una disposizione che riflette il maggiore sviluppo dell’emisfero cerebrale destro. Il mancinismo, se contrastato, può provocare un ritardo nelle funzioni motorie, delle incertezze e alterazioni comportamentali.

Manuale (lavoro)

È ritenuto da sempre un’esperienza a cui possono dedicarsi con profitto soggetti di ogni età e non esclusivamente coloro che lo assolvono come preformazione professionale. Considerato indispensabile per sviluppare le tendenze a comunicare, a ricercare, a creare e a produrre artisticamente, il lavoro manuale è base e principio dell’insegnamento, capace di intensificare il senso muscolare e le sensazioni di movimento suscitate, integrare l’immagine visiva e il piacere di uno scopo concreto. Si tratta di attività ed esperienze pratiche a cui vengono naturali, non l’ascolto passivo e il silenzio stando seduti, ma il muoversi e il fare.

Marchi e brevetti (uso dei)

I Soci iscritti all’ANPEC sono autorizzati, in virtù di accordi specifici con i proprietari e/o i titolari dei diritti di utilizzo, ad adoperare, limitatamente a scopi professionali e pubblicitari della loro attività, i marchi e i brevetti di metodi e tecniche apprese durante la formazione in Pedagogia Clinica presso l’ISFAR (Istituto Superiore, Formazione, Aggiornamento e Ricerca). Tale autorizzazione è vincolata alla permanenza dell’iscritto nell’Elenco dei pedagogisti clinici tenuto dall’ANPEC e dal mantenimento dei requisiti a ciò necessari. In caso di decadenza dell’iscrizione o eventuale perdita di tali requisiti, il Socio è obbligato a cessarne immediatamente l’utilizzo.

Marchio

Segno che permette di distinguere e tutelare l’unicità di un metodo o una tecnica ed evitare così imitazioni o contraffazioni. I metodi e gli strumentari del Pedagogista Clinico® hanno marchi di registrazione e sono concessi all’Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici dall’ISFAR che, su richiesta di autorizzazione, ha accordato l’uso temporaneo dei marchi oltre che dei brevetti, consentendolo, però, solo nel rispetto delle istruzioni e limitatamente alle finalità specifiche per le quali ha concesso la licenza.

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Masticazione

Funzione complessa rivolta a soddisfare un bisogno. È un’azione che segue l’esperienza della suzione favorita fin dalla nascita dall’atto riflesso originario e dalle varie sensazioni tattili, muscolari e gustative. Gli organi che concorrono alla masticazione, offrendo il loro peculiare contributo funzionale e percettivo, sono i muscoli della bocca, i muscoli facciali, le labbra, la lingua, i denti, le ghiandole salivari, l’apparato respiratorio e l’apparato digestivo; essi godono della solidarietà psicofisiologica dei meccanismi del succhiare, deglutire e masticare. La masticazione viene realizzata per soddisfare i bisogni di fame e di appetito che si manifestano come stimoli primari polideistici dell’atto masticatorio, essa si pone non solo come un’attività cinestetica, ma anche come un fatto emotivo e affettivo. Il Pedagogista Clinico®, al fine di distogliere il soggetto dalla dieta liquida e chiedergli uno sforzo organizzativo-masticatorio interviene in aiuto per mezzo di un processo complesso in cui ben si inseriscono gli stimoli del metodo Feeding.