Teledipendenza

Deriva dall’uso improprio ed eccessivo della televisione, strumento davanti al quale tutti diventano spettatori passivi, ridotti a un’immobilità fisica che impedisce il dialogo e lo scambio diretto di esperienze. Tali condotte possono promuovere nel soggetto una condizione interiore di confusione e disordine, un atteggiamento di passività e attesa tanto da aspettare che siano gli altri a intrattenerlo, un’attitudine ripetitiva, l’induzione a imitare ciò che ha visto negli spettacoli, divenendo impedito nel riprodurre creativamente come accade nel gioco, e dunque l’instaurarsi di effetti dannosi. Dato che il fatto di assistere a spettacoli televisivi disorganizza la mente dei bambini piccoli, bisognerebbe evitare che essi li vedano, per lo meno prima dei 5 anni d’età. Fra i 5 e i 6 anni circa mezz’ora alla settimana, per i bambini fra i 6 e gli 8 anni mezz’ora due volte la settimana, a partire dagli 8 anni la frequenza non dovrebbe superare le tre o quattro volte la settimana, per non più di un’ora. Per quanto riguarda gli adolescenti, bisognerebbe scoraggiarli dal vedere la televisione per più di un’ora, o al massimo due ore, al giorno, per evitare la loro naturale tendenza alla dipendenza. L’educazione, dovendosi attenere a questa periodicità, chiede un impegno a stabilire o ristabilire un equilibrio diverso nell’uso del tempo, nella gestione dei rapporti familiari, nello sfruttamento dello spazio: non si tratta di eliminare, ma di sostituire e di sostituire con qualcosa di meglio.