Terzo occhio

Una macchina da presa fittizia, il “terzo occhio” che consente allo specialista di impressionare la pellicola di rilevazioni importanti registrando ogni atto comunicazionale nei vari momenti d’incontro. La pellicola può rimanere impressionata da uno sguardo pensoso o lontano, oppure vuoto, da una maschera di buone maniere, da forme d’inibizione, ma altresì da un disinteresse per le persone e per gli avvenimenti. Singoli o varie componenti si dichiarano al cameraman rappresentando gli aspetti relazionali che li animano e la fotografia “di scena” documenterà ogni particolare, fotogrammi assai più esplicativi di un graphonage. Coreografie spontanee che impressionano la pellicola traducendo importanti dichiarazioni di ciascuna delle componenti in relazione all’altra, e altresì della consapevolezza e della possibilità di ciascuno di incidere sull’altro nei desideri, nelle attrazioni e nelle repulsioni e in ogni proiezione delle tendenze più personali.