Uso dei test

L’uso dei test in Pedagogia Clinica si svolge lungo un percorso della verifica delle PAD che prevede l’accoglienza, l’Analisi Storica Personale e l’osservazione diretta o realizzata attraverso strumenti specifici quali i test con cui rilevare ogni potenzialità, abilità e disponibilità dei soggetti che richiedono un aiuto educativo specialistico. Durante la formazione i pedagogisti clinici attualmente apprendono le modalità per proporre e leggere i test Organizzazione grafo-percettiva, Attenzione e faticabilità, Mnesi Immediata, il Test verbale di maturità logica, l’Osservazione della manifestazioni ansiose e depressive, la Scala di valutazione del riadattamento sociale, il Questionario Self-Concept, la Scala di Valori Professionali, il Test del Pensiero Creativo, tutti editi dalle Edizioni Scientifiche ISFAR Firenze tranne gli ultimi due editi da Organizzazioni Speciali. I pedagogisti clinici iscritti all’ANPEC, inoltre, detengono una professionalità riconosciuta come qualifica di accesso all’utilizzo dei test delle Organizzazioni Speciali (codice di accesso B1). A questa categoria appartengono numerosi test tra cui, a titolo di esempio, le Nuove Prove di lettura MT per la Scuola Secondaria di I Grado, le Prove di Lettura MT-2 per la Scuola Primaria, le Prove MT Avanzate – 2, il DDE-2, il Q1 VATA, il MAT-2, il PRCR-2/2009, le Prove di Valutazione Grammaticale dell’Italiano Scritto, la Batteria per la valutazione della Scrittura e della Competenza Ortografica nella Scuola dell’Obbligo ecc. Molti di questi test, tuttavia, hanno una epistemologia e delle premesse di base molto distanti dai principi del Pedagogista Clinico® e pertanto, qualora vengano da questo utilizzati, devono essere adattati all’uso e agli obiettivi conoscitivi della sua professione.